All’Emporio della Caritas si sceglie

19 Novembre 2015

Basta pacchi standard, gli indigenti possono prendere ciò di cui hanno bisogno

LANCIANO. «Scelgo quello di cui ho bisogno. Il sapone piuttosto che il pacco di pasta, l’omogeneizzato piuttosto che la scatola di fagioli. Nella stazione alimentare – Emporio non si consegna il classico cartone con pasta, olio, scatolame, alle persone indigenti, ma è un luogo in cui un uomo può scegliere ciò di cui ha bisogno. Si passa così da una logica assistenziale ad una logica di “scelta” e alla responsabilità ad essa collegata. Fondamentale per la dignità della persona». É Luigi Cuonzo, direttore della Caritas diocesana a spiegare cos’è la stazione alimentare-emporio aperto in via Finamore. Un’opera realizzata col sostegno dell’8 per mille che sarà aperta il lunedì dalle 9 alle 12.30 e il giovedì dalle 15.30 alle 18.30. «Il progetto, realizzato con l’8 per mille e un accordo Comune-Diocesi», spiega Cuonzo «col Comune che versa 3mila euro di aiuti e paga le utenze del locale, è un punto di distribuzione di beni di prima necessità ed è destinato ai cittadini lancianesi che versano in situazione di indigenza. Un punto in cui il cittadino non riceve un pacco ma effettua la spesa come in un comune supermercato. Nell’emporio trova, ed è un’altra differenza, oltre ai prodotti alimentari anche quelli per l’igiene della casa e della persona, e prodotti per celiaci».

A fare la spesa sono persone però indicate dalla Caritas. Prima di entrare nel circuito bisogna passare per il centro di ascolto diocesano che consegna alle persone una card magnetica, la “DonoCard” (già 300 quelle stampate), che sarà caricata con dei punti, calcolati dal Centro in base al numero dei componenti del nucleo familiare, del reddito, con la quale fare la spesa.

«La capacità di scegliere è la novità dell’emporio», sottolinea Cuonzo, «la scelta che si perde quando sei nell’indigenza e accetti tutto».

Scelta che significa restituire dignità ad una persona ma anche responsabilizzarla nell’evitare gli sprechi e nel controllare l’ economia familiare. (t.d.r.)