Alla Lega vanno 4 seggi, in aula entrano 7 donne

LANCIANO . Dopo i ringraziamenti di rito per i voti ottenuti da parte dei consiglieri eletti e non, e dei candidati a sindaco - Filippo Paolini, Leo Marongiu, Sergio Furia e Ivaldo Rulli -, è già...
LANCIANO . Dopo i ringraziamenti di rito per i voti ottenuti da parte dei consiglieri eletti e non, e dei candidati a sindaco - Filippo Paolini, Leo Marongiu, Sergio Furia e Ivaldo Rulli -, è già tempo di pensare al secondo round della campagna elettorale verso il ballottaggio del 17 e 18 ottobre. A contendersi la fascia tricolore sono Paolini per il centrodestra e Marongiu per il centrosinistra. Così, mentre si pensa all’eventuale ricorso per il riconteggio delle schede e in particolare alla verifica di quelle 600 contestate che interesserebbero al centrodestra visto che è mancata una manciata di voti - appena 35 - per vincere al primo turno, ipotizziamo quali potrebbero essere i consigli comunali. L’unica certezza, senza contare gli apparentamenti, è che un seggio andrebbe al Movimento 5 Stelle, al candidato sindaco Sergio Furia con il 5% delle preferenze. Resterebbe fuori Rulli che non ha raggiunto per un soffio la soglia di sbarramento al 3%.
Se dovesse vincere il centrodestra di Paolini, la maggioranza sarebbe composta da 4 consiglieri della Lega, primo partito a Lanciano: Danilo Ranieri (330 voti), Cinzia Amoroso (216), Paola Memmo (211) e Dalila Di Loreto (202). Tre seggi andrebbero a Fratelli d’Italia con Paolo Bomba (577), Gemma Sciarretta (184) e Gabriele Di Bucchianico (172); due ad Alleanza con Paolini, con Angelo Palmieri (233) e Fernando De Rentis (191); due a Forza Italia-Udc e partite Iva con Maria Ida Troilo (254) e Eugenio Caporella (223); due a Libertà in Azione con Tonia Paolucci (801) e Riccardo Di Nola (478); uno a Lanciano che verrà con Graziella Di Campli (350) e uno per Nuova Lanciano con Donato Torosantucci (195). All’opposizione siederebbero due consiglieri Pd, Marusca Miscia (394) e Lorenzo Galati (311), uno di Lanciano per tutti, Rita Teresa Aruffo (360), uno di Lanciano in Comune con Dora Bendotti (457); uno di Uniti per Lanciano con Piero Cotellessa (235), uno di Lanciano Vale con Davide Caporale (295) e due seggi andrebbero a Progetto Lanciano con Giacinto Verna (390) e il secondo, essendo l’ultimo della coalizione, al candidato sindaco sconfitto Marongiu. Un seggio è di Furia.
Entrerebbe quindi Danilo Ranieri, per mesi candidato sindaco della Lega nello sfibrante tira e molla nel centrodestra superato con lo strappo di Paolo Bomba (FdI) che, rinunciando alla propria candidatura a sindaco, si è avvicinato a Paolini aprendogli poi la strada di Lega, Udc e Forza Italia. Con lui tre donne, le protagoniste di queste elezioni: Amoroso, Memmo e Di Loreto. Dentro anche Bomba, che questa volta ha ceduto lo scettro del consigliere più votato alla collega Tonia Paolucci con ben 801 voti. Duo collaudato di Alleanza con Paolini, con Palmieri e De Rentis, e poi Graziella Di Campli che siede in consiglio dal 1997. Secondo questa ipotesi sono quindi 7 su 15 le poltrone destinate alle donne, e sempre 7 a volti nuovi della politica.

