Alla Sevel inizia un mese di turni extra

L’azienda annuncia 6 giorni di straordinari per recuperare le ore perse con la neve. La Fiom Cgil minaccia lo sciopero
ATESSA . Dopo cinque giornate di straordinario programmate in Sevel nei mesi di febbraio, marzo e aprile, anche a maggio la direzione aziendale della fabbrica dei furgoni commerciali più venduti d’Europa ha previsto il massiccio ricorso a turni extra con altre sei giornate lavorative, due di recupero e quattro di straordinario. Si tratta dei giorni 5, 6, 20 e 26 maggio per lo straordinario e dei sabati 12 e 19 maggio per i recuperi. L’azienda deve infatti recuperare le giornate produttive perse per la fermata a causa della neve degli scorsi 26 e 27 gennaio (una giornata è stata tuttavia già coperta a marzo) e per quella del 22 gennaio quando la Sevel dovette interrompere le attività produttive per mancanza di materiali. La Fiom, già molto critica sui ricorsi continui a turni lavorativi extra, ha annunciato lo sciopero per tutte e due le giornate di recupero. «Considero grave l’atteggiamento della Sevel che continua imperterrita per la sua strada incurante delle esigenze dei lavoratori», sbotta il segretario provinciale Fiom, Davide Labbrozzi. «Altre sei giornate di lavoro aggiuntivo nel mese di maggio si sommano ad una situazione già pesante, le persone non ce la fanno più. È necessario aprire immediatamente una discussione per ricercare le giuste soluzioni a questo problema devastante per chi lavora». Già in passato il sindacato di Maurizio Landini aveva contestato il sistema dei recuperi nella fabbrica del Ducato Fiat e dei gemelli Boxer Peugeot e Citroen Jumper: «Non sono state le persone che lavorano in Sevel a scegliere la neve, non sono state loro a fermare il traffico dei mezzi pesanti», aveva scritto Labbrozzi in un recente comunicato, «nessun dipendente della Sevel ha scelto di avere dei magazzini inesistenti, nessuno di coloro che saranno chiamati a lavorare di sabato e di domenica ha scelto di non richiedere la cassa integrazione». Un precedente recupero era stato imposto il 3 marzo, alla vigilia delle elezioni politiche quando, aveva rimarcato Labbrozzi, «tante lavoratrici e tanti lavoratori erano impegnati ai seggi elettorali». La Fiom ha quindi chiesto un incontro con la direzione aziendale per discutere della questione. Intanto la Sevel "viaggia" veloce. Anche quest’anno lo stabilimento dei record dovrebbe realizzare il miglior risultato produttivo di sempre, superando di qualche migliaio di veicoli il numero di 292.000 pezzi raggiunto lo scorso 31 dicembre. E per far tirare un po’ il fiato a dipendenti e macchine che necessitano di manutenzione dal momento che non si fermano praticamente mai, la Sevel ha previsto la chiusura collettiva, recuperata con un giorno di par (permessi), del 30 aprile in modo da far godere ai dipendenti il lungo ponte del 1° maggio. E ad agosto lo stabilimento si ferma dal 10 al 20 agosto compresi.

