Allarme antenne in città: esposto bis in Procura

Sono 150 gli impianti già installati e 50 le richieste giacenti in municipio Menna (Ona): «In aumento le malattie per l’inquinamento elettromagnetico»
VASTO. Centocinquanta antenne già installate sui tetti cittadini e 50 richieste giacenti in Comune presentate dai gestori di telefonia mobile. Parte da questi numeri la nuova battaglia ingaggiata dall’Osservatorio nazionale amianto (Ona), sul solco delle iniziative legali avviate dal Comitato cittadino contro l’installazione dell’antenna sul parcheggio multipiano di via Ugo Foscolo. Oggi verrà depositato in Procura un nuovo esposto, corredato da studi scientifici, affinchè vengano presi provvedimenti in ordine alla salute dei cittadini vastesi e ai danni ambientali. Lo stesso dossier verrà inviato alla Corte d’appello dell’Aquila, al ministero della Salute e alla Regione Abruzzo.
«Abbiamo riscontrato che sono in atto patologie e aggravamenti sulla popolazione a causa dell’inquinamento elettromagnetico», sostiene Ivo Menna, referente cittadino Ona, «da mesi abbiamo chiesto alle autorità sanitarie un quadro delle nuove patologie che destano allarme consapevole nell’opinione pubblica, dopo avere appreso di alcuni risultati scientifici molto negativi circa i danni alla mielina, elemento fondamentale dell’organismo e di vitale importanza per lo sviluppo del sistema nervoso. Allegheremo all’esposto una relazione scientifica». Menna chiama in causa anche l’amministrazione comunale. «Al sindaco Luciano Lapenna, che pure aveva manifestato l’intenzione di risolvere la questione dell’antenna al Multipiano con un accordo con l’attuale gestore affinchè venisse smantellato, chiediamo che operi in questo scorcio di fine mandato per risolvere il caso», è l’appello del referente Ona, «voglio ricordare che l’impianto agisce in linea d’aria di soli 70 metri dalle antenne poste sul Comune e che siamo in presenza di una concentrazione di inquinamento elettromagnetico molto forte e incisivo per la salute. Da anni abbiamo richiesto che sul principio di precauzione, imposto dall’Organizzazione mondiale della sanità, si adottassero tutti i provvedimenti necessari a limitare i danni alla salute». Menna ricorda anche che «la Costituzione, all’articolo 32, tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e all’articolo 41 recita che le attività economiche sono libere, ma non in contrasto con la salute umana».
Da qui la richiesta inoltrata alle autorità sanitarie affinchè «vengano effettuate misure del livello di inquinamento elettromagnetico, attivate soluzioni di conoscenza e di monitoraggio attraverso l’Osservatorio epidemiologico e affinchè i medici di base si attivino con un monitoraggio per i malati oncologici e per le patologie cronico degenerative».
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