Allarme crisi: 500 nuovi poveri in città

15 Maggio 2020

Gli aiuti non bastano: sempre più persone non riescono ad arrivare a fine mese. Caritas e L’Arcobaleno a sostegno delle famiglie

VASTO. Il Covid 19 non ha minato solo la salute di migliaia di persone. Il coronavirus ha mandato in miseria centinaia di famiglie. La chiusura forzata delle attività e la conseguente perdita dei posti di lavoro hanno creato situazioni drammatiche anche a Vasto. In questi giorni il Comune sta distribuendo circa 300 buoni spesa, ma non bastano. Ci sono tantissimi altri casi di nuove povertà che restano nascosti, per vergogna o per cavilli burocratici. Solo il comitato civico l’Arcobaleno distribuisce ogni giorno generi di prima necessità a 171 famiglie. Altre famiglie sono aiutate dalle parrocchie e dalla Caritas. A Vasto ci sono più di 500 cosiddetti nuovi poveri.
Emblematica la vicenda di M.C., 70 anni e due ictus alle spalle, e della figlia 36enne. L’unica fonte di reddito è la pensione di 513 euro che percepisce la madre: impossibile con quella cifra pagare l’affitto e le bollette e comprare da mangiare. Eppure le due non sono riuscite ad ottenere alcun aiuto economico. La pensione della madre le impedisce di poter avere aiuti. «Lo scorso anno», racconta la figlia, «ho dovuto rinunciare al reddito di cittadinanza perché durante l’estate avevo trovato un lavoretto come barista in una struttura ricettiva. Io non ho alcun reddito e ogni mese c’è un affitto da pagare, le bollette e 600 euro di noleggio dell’auto perché non possiamo comprarne una». E poi ci sono le medicine da comprare senza le quali la 70enne non potrebbe vivere. Ora la figlia chiede aiuto, non vuole regali: «Aiutatemi a trovare un lavoro per riuscire a saldare anche gli arretrati. Sono disposta a fare qualsiasi cosa», dice, «spero che qualcuno possa leggere questo appello e mi aiuti a vivere e a far vivere mia madre».
Sono tantissime le persone che si trovano in condizioni simili a quelle delle due donna. C’è anche chi ha bambini e non sa come fare per procurarsi omogeneizzati e pannolini.
«Devo dire», afferma l’avvocato Angela Pennetta che ogni giorno distribuisce con altri volontari viveri alle famiglie, «che sono davvero tanti gli imprenditori, i grossisti e i commercianti della città che hanno donato e donano con generosità pasta, pane e acqua. Anche qualche farmacia ha fatto la sua parte. Ma la situazione resta drammatica anche perché molti vastesi sono rimasti senza lavoro. Il punto di raccolta dei volontari dell’Arcobaleno è un asilo vicino alla chiesa dei Sette dolori. Chiunque ha necessità può contattarmi al 347.2661997 (preferibilmente con un messaggio su WhatsApp indicando nome, cognome e indirizzo) e sarò io personalmente», conclude Pennetta, «nella massima discrezione, a consegnare i beni di prima necessità».