Allarme dai consiglieri di Sinistra: «Riscossione dei tributi a rischio»

14 Aprile 2024

Raimondi: l’esercizio provvisorio può non bastare, gli uffici si muovano per risolvere i problemi Intanto da mercoledì la gestione dei parcheggi a pagamento ritorna ufficialmente al Comune

CHIETI. Il curatore di Teateservizi Guglielmo Flacco ha firmato ieri il passaggio di consegna del servizio parcheggi al Comune. Una volta formalizzati i contratti con il personale, il servizio tornerà in capo all’ente che prevede di gestirlo direttamente da mercoledì. Ma se per le strisce blu il percorso è diventato più chiaro, per quello di riscossione l’orizzonte è ancora confuso. Si attende la richiesta di esercizio provvisorio perché Teateservizi, ormai fallita, possa continuare a portare avanti il servizio. Ma, anche qualora l’iter andasse a buon fine, c’è chi sostiene che non basterebbe a far sì che la società fallita possa continuare a gestire la riscossione per il Comune. E nel frattempo infuria la polemica dopo il consiglio saltato per mancanza del numero legale.
I PARCHEGGI
«La firma prevede il passaggio del servizio dalla curatela a noi», illustra l’assessore Stefano Rispoli, «è un passaggio tecnico che ci consentirà di gestire i parcheggi direttamente. Lo faremo da mercoledì, con un giorno in più rispetto alle prime aspettative, per consentire l’ufficialità di tutti i provvedimenti sul personale interinale, che grazie alla concertazione con i sindacati siamo riusciti a ricalibrare, riassorbendo per ora 6 unità delle 8 prima assunte, con buoni auspici per il futuro». Rispoli spiega che già da ieri gli incassi arrivano direttamente al Comune ed è attiva anche la guardiania, come le altre funzioni previste dal servizio. Insieme al sindaco Diego Ferrara e all’assessore Massimo Cassarino, Rispoli ringrazia la struttura tecnica, in primis il dirigente e il funzionario Carlo Di Gregorio e Tania Del Trecco, oltre ai sindacati e al curatore Flacco.
LA RISCOSSIONE
Buio pesto, invece, sulla gestione dei tributi. Il consigliere di Liberi a sinistra Edoardo Raimondi aveva promosso una mozione per sollecitare la giunta «a presentare con urgenza una proposta di delibera», ma essendo caduto il numero legale la mozione non è stata discussa. Perciò Raimondi ha attaccato duramente l’opposizione nel corso di una conferenza stampa insieme ai consiglieri del gruppo, Silvio Di Primio e Aldo Mario Grifone, e a Paride Paci (Pd) promotori di altri ordini del giorno saltati. I tre consiglieri di Liberi a sinistra sostengono che, anche nel caso il curatore chiedesse l’esercizio provvisorio e il giudice l’accordasse, la società non potrebbe più gestire i tributi, perché il Comune non potrebbe esercitare la prerogativa del cosiddetto “controllo analogo” sulla gestione, trattandosi di una società fallita. Non solo. Raimondi svela anche che il motivo per cui non si è avviata subito una gara europea e, nelle more dell’espletamento un affidamento-ponte, sta nel fatto che i dati relativi alla riscossione sono rimasti a Teateservizi e, dunque, congelati nel fallimento. Trattandosi di dati di proprietà del Comune, Raimondi auspica che gli uffici si muovano al più presto per sanare il vulnus.
LE POLEMICHE
Nel consiglio di giovedì non è saltata solo la mozione su Teateservizi, ma anche l’ordine del giorno di Di Primio, sostenuto da oltre 500 firme tra cui anche di consiglieri d’opposizione, contro la guerra in Palestina e quello di Paci sul suicidio medicalmente assistito. «La minoranza», attacca Di Primio, «ha visto che mancavano due consiglieri di maggioranza, entrambi giustificati, ed è uscita dall’aula facendo cadere il consiglio: un gioco squallido, soprattutto di fronte a un argomento così importante». E Paci aggiunge sarcastico: «Ogni volta che si affronta un dibattito che vada un po’ oltre, il centrodestra prende e scappa». Replica Serena Pompilio (Azione politica): «Parlano di responsabilità altrui ma guardano in casa loro? La verità è che non hanno i numeri per governare».
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