Alle vetrine di Natale quest’anno ci pensano i detenuti di Chieti

18 Novembre 2016

CHIETI. Vetrine dei negozi con addobbi natalizi realizzati dai detenuti del carcere di Chieti. Piccoli capolavori di artigianato, se non vere e proprie opere d’arte, realizzate con materiali di...

CHIETI. Vetrine dei negozi con addobbi natalizi realizzati dai detenuti del carcere di Chieti. Piccoli capolavori di artigianato, se non vere e proprie opere d’arte, realizzate con materiali di recupero. Stoffe in disuso, bottoni, spalline uscite fuori moda, cartoncini e fondi di magazzino: tutte donazioni di commercianti aderenti a Confcommercio che ha voluto sperimentare una iniziativa inedita con la casa circondariale teatina diretta da Giuseppina Ruggero. Dall’8 dicembre in poi, i negozi cittadini saranno addobbati da palline di Natale, alberelli e presepi fatti dietro le sbarre. L’iniziativa “Natale 2016: Vetrina dal carcere” è stata illustrata ieri a Madonna del Freddo dalla presidente provinciale di Confcommercio Chieti, Marisa Tiberio, che ha avviato il progetto avvalendosi della collaborazione della professoressa Assunta Pelatti coadiuvata, per l’occasione, dalla sociologa Micaela Buffignani, consigliera di Confcommercio. Erano inoltre presenti il comandante della Polizia penitenziaria, commissario capo Alessandra Costantini, e il responsabile dell’area educativa Stefania Basilisco. «Nonostante non sia stato possibile introdurre forbici, taglierini e colla a caldo, a causa delle normali regole di un penitenziario, il risultato è stato davvero sorprendente», ha detto la Tiberio, lodando la “caparbietà” dei detenuti che hanno preso parte ai laboratori, «in un periodo in cui le amministrazioni hanno difficoltà economiche che non consentono di illuminare e addobbare la città, Confcommercio ha ritenuto, con questa iniziativa, di dare un contributo per abbellire le vetrine dei negozi e renderle, così, più attrattive». «Attraverso la realizzazione di un oggetto», ha aggiunto la Basilisco, «il detenuto sente di poter ristabilire una sorta di patto di cittadinanza». Anche la Polizia penitenziaria ha accolto il progetto con entusiasmo: «La sicurezza non è mai stata messa a rischio», ha detto il comandante Costantini, «questo braccio teso della società verso il carcere ha dato ai detenuti la possibilità di ricominciare ad essere guardati con occhi diversi». (a.i.)