Allegrino a giudizio per i soldi spariti da Confcommercio

13 Dicembre 2014

E’ accusato di appropriazione indebita. A luglio il processo Spuntano viaggi aerei, buoni carburante e puntate Eurobet

CHIETI. Biglietti aerei ai parenti, pieni di carburante per il furgone di un familiare stretto, casse di vino per Natale, ricariche per cellulari e scommesse a Eurobet. Tutto pagato con i soldi della Confcommercio. I cui dipendenti però rimanevano senza versamenti Inps.

Così dice la procura. Angelo Allegrino, il re dei latticini ed ex presidente dell’associazione provinciale dei commercianti, rimanda le accuse al mittente. E il difensore, Marco Femminella, è pronto a dimostrare la totale estraneità dai fatti del suo assistito. Ma la procura ha rinviato a giudizio, con citazione diretta, cioè bypassando il vaglio del gup, l’imprenditore lancianese.

Allegrino è imputato di appropriazione indebita. Sarà processato il tribunale il 9 luglio del 2015. Guardia di Finanza e polizia giudiziaria della procura di Chieti, delegati dal sostituto procuratore Giuseppe Falasca, hanno rivoltato come un calzino le casse della Confcommercio. Hanno indagato per un anno dopo il primo esposto presentato dai revisori dei conti che sottoscrissero una circostanziata relazione in cui - usando un eufemismo - si parlava di “gestione allegra” dei soldi dell’associaziane. Ma a quella denuncia, subito dopo, ne seguì una seconda firmata da 5 consiglieri fuoriusciti da Confcommercio, tra i quali c’era Marisa Tiberio che poi ha preso il posto di Allegrino al vertice di Confcommercio. Era luglio del 2013 quando Falasca diede il via all’inchiesta sull’utilizzo, per scopi non istituzionali, della carta di credito di Confcommercio da parte di Allegrino. Che all’epoca era già fuori dall’associazione travolto dal crac di sue aziende e quindi dalla rivolta dei cinque all’interno del consiglio che portò allo scioglimento di quest’ultimo e alla nomina della Tiberio come commissario giudiziale. Ma torniamo all’inchiesta. La Finanza scopre che, nel 2009, Allegrino avrebbe ottenuto da Confcommercio rimborsi chilometrici per 31 mila euro. Le puntate a Eurobet, sempre con i soldi dell’associazione, sarebbero state di 600 euro. Anche il benzinaio, sempre lo stesso, che riempiva il serbatoio del furgone di famiglia, è stato interrogato ed avrebbe fornito i filmati di quei pieni, ripresi con la telecamera dell’impianto di carburanti, per un importo di 2mila euro. Erano invece sette le utenze telefoniche di cellulari intestate a Confcommercio che venivano usate da persone vicine all’ex presidente. Mentre i vini da regalare non sarebbero stati neppure pagati anche se le fatture sono rimaste a carico di chi gestisce ora l’associazione e si sarebbe ritrovato ad affrontare una situazione debitoria di 500 mila euro, non tutti imputabili all’ex presidente. Che qualche mese fa ha però chiesto di essere sentito dal pm per respingere le accuse. In sintesi, si sarebbe difeso sostenendo che la carta di credito non poteva essere utilizzata come bancomat e di aver consegnato sempre e diligentemente soldi liquidi alla segretaria dell’associazione per pagare bollette e cartelle Equitalia. Ma una verifica della pg in Carichieti e la testimonianza della segretaria lo avrebbero smentito. Nel frattempo, l’Inps ha diffidato gli attuali vertici per 8mila euro di contributi non versati ai dipendenti di Confcommercio in epoca-Allegrino. E dai carteggi in sede è spuntata una vecchia lettere del presidente nazionale, Carlo Sangalli, che avvisava dell’arrivo a Chieti di 75mila euro per risarcire i commercianti danneggiati dal terremoto del 2009. Di quei soldi però non c’è traccia nelle casse di Confcommercio. Ma questa è una nuova inchiesta della procura su cui vige il segreto.