Allenatore accusato di abusi Famiglie dei bimbi in corteo

16 Febbraio 2018

I genitori delle presunte vittime pronti a sfilare davanti al tribunale Custodia cautelare in scadenza: Furgiuele potrebbe uscire dal carcere a breve

CHIETI. Hanno scoperto con orrore che qualcuno ha violentato e abusato dei lori figli. E ora chiedono giustizia.
I genitori dei ragazzini, tutti con meno di 14 anni (il più piccolo dell’età di 8 anni) stanno organizzando un corteo pubblico che si terrà nei prossimi giorni davanti al tribunale. Vogliono scongiurare la possibilità di vedere nuovamente libera la persona accusata di violenza sessuale aggravata nei confronti dei loro figli. Lui è l’allenatore di baseball di San Giovanni Teatino Riccardo Furgiuele, in carcere dal 22 marzo scorso a seguito di un’ordinanza di custodia cautelare che dura un anno. Ciò significa che tra poco più di un mese, se non accadranno fatti nuovi, l’uomo potrebbe tornare a girare per strada. E questo per le mamme, i papà e i familiari dei nove ragazzini che sarebbero stati abusati dall’allenatore è semplicemente intollerabile. Hanno ascoltato i racconti dei loro figli e gli hanno creduto e ora attendono certezze dalla giustizia. «Noi abbiamo affidato i nostri figli alla giustizia», dice la mamma di uno di loro, «e adesso ci aspettiamo una risposta pronta».
Sono pronti a metterci la faccia tutti quanti. Non solo loro, anche chi conosce l’allenatore di baseball e si fidava ciecamente di lui, come avevano fatto le nove famiglie che lo vedevano come una specie di punto di riferimento: una persona generosa che aveva particolarmente a cuore i loro ragazzi. Mai avrebbero potuto immaginare cosa c’era dietro. Le parti offese sono rappresentate dalle avvocatesse Monica D’Amico, Claudia Ottaviano, Teresa Laviola e Maria Teresa Perfelice.
In corteo, inoltre, ci saranno anche le famiglie di quel primo caso di violenza sessuale scoppiato nel 2011 contro l’allenatore. In quel caso, però, la vicenda si era sgonfiata subito perché i ragazzini non erano riusciti a ripetere le loro accuse davanti alla magistratura.
Oltre al corteo, i genitori hanno anche scritto due lettere ai sindaci di Chieti e San Giovanni Teatino, per metterli al corrente di quello che è successo e di cosa vogliono fare adesso. E non è tutto. Hanno anche contattato la trasmissione televisiva Le Iene che si è detta interessata ad approfondire il caso e a portarlo alla ribalta nazionale.
Intanto la procura non sta con le mani in mano. Se non si farà in tempo a chiedere il rinvio a giudizio, come chiedono le famiglie, sembra che ci potrebbe anche essere una richiesta di una proroga della misura cautelare in carcere. Il motivo di uno slittamento dei tempi è dovuto anche a un incidente probatorio molto lungo. L’incidente probatorio è servito ad acquisire una volta per tutte le testimonianze dei ragazzini che in questo modo non dovranno ripeterle nel corso di un eventuale processo. Le presunte vittime, però, essendo tutte minorenni hanno dovuto essere sottoposte a una accurata consulenza psicologica per capire se erano attendibili. Alla fine la loro attendibilità è stata certificata, ma nel frattempo sono passati otto mesi.