Allergie, 1.500 test all’anno bambini sempre più malati

16 Maggio 2019

I dati dell’allergologia e fisiopatologia respiratoria pediatrica: uno su 10 ne è affetto Di Pillo: «Non solo pollini, anche i cibi possono scatenare reazioni patologiche»

CHIETI . Tremila bambini visitati ogni anno e 1.500 test eseguiti per scoprire allergie. Sono sempre di più le persone che soffrono di allergie, a cominciare dai bambini. E Chieti non si discosta dai dati nazionali: più di una persona su 10 è affetta da allergie. «Se mamma e papà non sono allergici, il rischio che un figlio sia allergico è pari al 10-15%. Ma, se uno dei genitori è allergico, allora, il rischio sale al 30% mentre se entrambi i genitori soffrono di una malattia allergica il rischio raggiunge addirittura il 60-80%». A dirlo è Sabrina Di Pillo, responsabile del servizio regionale di allergologia e fisiopatologia respiratoria pediatrica di Chieti afferente alla clinica pediatrica guidata da Francesco Chiarelli.
«Vivere negli agglomerati urbani ad alto livello di inquinamento favorisce il peggioramento della patologia allergica», spiega Di Pillo che sa bene quali sono i nemici: i dati Istat dicono che il 12,7% degli abruzzesi è allergico. «I nemici sono i pollini e gli acari», spiega Di Pillo, «ma le crisi allergiche si scatenano anche mangiando un frutto». Su questo l’allergologia teatina è all’avanguardia: «Essere allergici ai pollini e sentirsi pizzicare la lingua dopo avere mangiato melone, anguria o pesca si chiama sindrome orale allergica», dice la responsabile, «e si manifesta in caso di allergie crociate quando cioè gli allergeni e cibi apparentemente molto diversi fra loro condividono in realtà “pezzetti” di proteine e quindi scatenano entrambi la risposta allergica». Nel reparto, quindi, oltre ai 1.500 test allergici annuali, alle 1.400 spirometrie e ai test da sforzo, si eseguono anche le indagini diagnostiche sulle allergie alimentari e ai farmaci. È la diagnostica molecolare: «Siamo in grado», dice il medico, «di riconoscere se esiste una molecola specifica solo per quel tipo di polline o di alimento che provoca in genere un’allergia grave oppure se in quel polline sono presenti molecole riscontrate anche in altri tipi di polline, o anche in alimenti, che possono determinare una reazione allergica da cross-reattività tra inalanti ed alimenti». Il risultato è una “medicina di precisione” che può abbattere le allergie e alleviare i fastidi: «Esistono», dice Di Pillo, «diversi tipi di cross-reazioni, le più numerose vedono coinvolte gli allergeni inalanti e gli allergeni alimentari: graminacee con pomodoro, melone, anguria, kiwi, mandorla; betullacee con mela, nocciole, pesca, ciliegia; acari con crostacei, molluschi; compositae con sedano, prezzemolo, carota, camomilla, finocchio; parietaria con basilico, ortica, gelso, piselli, melone ciliegia; lattice con banana, castagna, avocado, kiwi, mango». Sono i mix da evitare ma per farlo, avverte Di Pillo, «è necessario evitare il fai-da-te» e sottoporsi ai controlli.
L’asma resta la malattia respiratoria più frequente e colpisce circa 300 milioni di persone al mondo: circa il 12% dei bambini e il 14% degli adolescenti ne è affetto. «Nel 70-80% dei pazienti con asma è presente rinite e la rinite», dice Di Pillo, «costituisce un fattore di rischio per la comparsa e il controllo dell’asma. Il trattamento della rinite può migliorare il controllo dell’asma».
La prevenzione è decisiva: «Significa identificare ed evitare fattori scatenanti aspecifici come il fumo di tabacco o specifici allergeni oltre a quello di altri inquinanti indoor e outdoor. Nei bambini, con la chiusura delle scuole e il diminuito contagio di infezioni virali e la ridotta esposizione agli allergeni quali acaro, muffe e pollini, gli episodi asmatici tendono a essere meno frequenti, tuttavia, per quelli che soffrono di asma grave l’afa può rappresentare un serio pericolo, aggravato dal ristagno e dall’accumulo nell’aria di inquinanti e dalla maggiore concentrazione di ozono, che possono scatenare gravi crisi respiratorie». (p.l.)
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