Alluvione, mezzo milione per Chieti

1 Aprile 2016

La Regione versa nelle casse comunali i soldi per pagare le parcelle delle ditte che hanno lavorato a marzo del 2015

CHIETI. La notizia è certa anche se sta passando “sotto traccia”. La Regione ha versato al Comune di Chieti i 592 mila euro delle somme urgenze per onorare le spese relative all’alluvione che si è abbattuta sulla città nel marzo del 2015. Sebbene la notizia non sia stata ancora ufficializzata la macchina della contabilità comunale ha già avviato i motori per provvedere al pagamento di tutte quelle ditte che a suo tempo si sono prodigate con grande impegno per gli interventi urgenti chiesti dall’Ente a tutela della pubblica incolumità.

Lavori che hanno interessato la frana della Colonnetta, Madonna della Misericordia e le altre 7 di via Belvedere.

Sembra comunque che i primi imprenditori che compaiono nella lunga lista dei creditori siano già stati avvisati e che le somme dovute verranno versate tra una decina di giorni. Una bella notizia soprattutto per tutti quelli che si erano indebitati per acquistare materiale utile alla riparazione di strade, condotte dell’acqua e impianti elettrici. Qualcuno in attesa del denaro dovuto è stato costretto persino a vendersi il camion per pagare i debiti contratti co0n le banche che avevano anticipato le somme necessarie per comprare il materiale utile ai lavori richiesti.

Nei giorni scorsi era scatta anche una ingiunzione di pagamento al Comune per ottenere mille e 560 euro di lavori eseguiti per conto dell'Ente oltre un anno fa con una parcella fatturata ma mai onorata. L’istanza porta la firma dello studio legale Morrone di Pescara per conto di Rinaldo Marcucci, imprenditore e titolare della ditta individuale "Marcucci Impianti Elettrici". L'azione legale potrebbe essere la prima di una lunga serie considerando che nell'ufficio ragioneria di palazzo d'Achille giacciono, da mesi, centinaia di pratiche di pagamento a favore di decine di ditte teatine e del circondario. «Di sicuro» aveva dichiarato Marcucci «non lavorerò mai più per conto del Comune di Chieti che sta mettendo in ginocchio molti colleghi. Tante imprese, come nel mio caso, quando riscuoteranno i soldi dovuti avranno in pratica lavorato gratis considerando la crescita esponenziale degli interessi vantati dalle banche che, quasi sempre, anticipano le somme necessarie alle ditte per operare».

Un circolo vizioso che rischia di innescare la rabbia delle ditte che potrebbero, a breve, se non avranno il denaro nelle casse del Comune da ormai 10 giorni, pignorare il Comune per ottenere quanto dovuto. Emblematica la storia dell'impresa Marcucci che ha sede a Torrevecchia Teatina il quale nel 2014 aveva portato a termine diversi lavori per il Comune di Chieti nello stabile che ospita i giudici di pace, in Procura e nella scuola media De Lollis. A fine 2014 la parcella vantata con il Comune dalla ditta era di 11 mila euro. Denaro avuto solo in parte.

Quel mezzo milione di euro porterà finalmente un po’ di tranquillità ai creditori.