Altri 18 pakistani giunti nella notte

18 Febbraio 2015

Continua il trasferimento di profughi nella struttura dalla Matrix

SCHIAVI DI ABRUZZO. Sconcerto e indignazione in paese. A distanza di tre giorni dall’affissione di un manifesto che annunciava l’arrivo di nuovi profughi, la cooperativa Matrix che gestisce il programma di accoglienza dei profughi nell’Alto Vastese ha messo il paese davanti al fatto compiuto. Lunedì notte, scortati dai carabinieri, sono arrivati in paese altri 18 profughi. «Li fanno arrivare di notte come se dovessero difenderli da noi. Che amarezza. Noi siamo gente onesta e tranquilla. Non faremmo male a una mosca noi. Non meritiamo questo trattamento da parte della prefettura. È ingiusto», hanno protestato ieri alcuni cittadini amareggiati anche con il sindaco Luciano Piluso colpevole di essersi prestato al gioco. «Manca solo che ci sfrattino da casa nostra». Il sindaco aveva garantito che prima del 26 marzo non sarebbe arrivato in paese nessun altro profugo. «Come faremo a fidarci d’ora in poi?», chiedono i cittadini sentendosi presi in giro. «È evidente che presto il numero di profughi crescerà. Questo Piluso lo sapeva anche prima d’illudere i cittadini. Non sono i profughi che danno fastidio, ma le false promesse e la mancanza di rispetto degli accordi».

La stessa annotazione era stata fatta qualche giorno fa dall’ex consigliere regionale Paolo Palomba. «Non si può annunciare alla popolazione una cosa e poi fare l’esatto contrario. È mancanza di rispetto. La popolazione di Schiavi non lo merita».

I residenti ora sono sempre più diffidenti e iniziano a nutrire dubbi e perplessità anche sull’effetto che la presenza degli stranieri potrebbe avere sulla piccola comunità.

Presto ai trentotto pakistani potrebbero unirsi altri quindici rifugiati politici e poi altri ancora fino ad arrivare a 70 come preannunciato qualche settimana fa. (p.c.)

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