Altri adesivi di Anna Frank con la maglia del Chieti: s’indaga per odio razziale

Le immagini sono comparse anche davanti alla scuola Galiani-de Sterlich La procura apre un fascicolo, è caccia ai responsabili: al vaglio le telecamere
CHIETI. Spuntano altri adesivi di Anna Frank con la maglia del Chieti calcio e scatta un’inchiesta per istigazione all’odio razziale. Nei giorni scorsi l’immagine con la figura della giovane simbolo dell’orrore nazista, vestita di neroverde e abbinata alla scritta “Chietino ospite indesiderato”, è stata attaccata anche sulla targa all’ingresso dell’istituto tecnico commerciale e per geometri Galiani-de Sterlich e su un cartello stradale nelle vicinanze della stessa scuola. In totale, sono sette gli adesivi trovati a due passi dalla villa comunale: vanno ad aggiungersi a quello comparso alla fine di maggio al casello autostradale di Ortona dell’A14.
La Digos della questura di Chieti ha inviato un’informativa alla procura della Repubblica, ipotizzando – al momento a carico di ignoti – il reato previsto dall’articolo 604 bis del codice penale. Ora sono in corso le indagini per identificare i responsabili: indizi utili potrebbero arrivare dalle immagini di eventuali telecamere. I colori biancazzurri ben evidenti sullo sfondo dell’adesivo, almeno a prima vista, lascerebbero pensare a una bravata partita dagli ultrà del Pescara. Ma non si esclude la possibilità che il gesto possa essere ricondotto ad altre tifoserie rivali, a partire da quella del Francavilla, città nella quale – in passato – era comparsa la scritta “Chietino ospite indesiderato”.
La storia degli adesivi-choc è venuta fuori grazie a un post su Facebook pubblicato dall’avvocato Stefano Marchionno, presidente del Comitato per il centenario della squadra di calcio cittadina. A quel punto sono scattati gli accertamenti della Digos, considerando che si tratta di un reato perseguibile d’ufficio. «È un fatto di una gravità inaudita, non può rimanere impunito», ha detto l’avvocato Marchionno, «va bene lo sfottò da campanile, ma oltraggiare la figura di Anna Frank vuol dire travalicare lo spirito sportivo. Siamo veramente andati oltre. Mi auguro una puntuale e precisa presa di posizione degli amministratori che dovrebbero prendere le distanze pubblicamente da questo gesto vile».
I responsabili, se identificati, rischiano dunque una condanna per aver utilizzato impropriamente l’effigie della bambina ebrea vittima dell’Olocausto per dileggiare i loro avversari, resuscitando l’antisemitismo. L’episodio, del resto, non è isolato. Fatti analoghi compiuti dalle tifoserie sono saliti più volte alla ribalta delle cronache. Nel 2017, ad esempio, i tifosi della Lazio riempirono la curva sud dello stadio Olimpico con adesivi simili, in cui Anna Frank indossava la divisa giallorossa della Roma. Poche settimane fa, invece, l’immagine è comparsa anche durante la festa scudetto del Napoli, sempre in segno di scherno e di dileggio degli avversari.

