Altri profughi nel Vastese? Vertice esperti-cittadini

13 Febbraio 2015

La coop Matrix sceglie Vasto per un confronto tra gli amministratori locali Previsto l’intervento dei sindaci di Palmoli, Lentella, Carunchio e Schiavi

VASTO. Extracomunitari, integrazione, accoglienza. Verte su questi tre argomenti il convegno che la coperativa sociale Consorzio Matrix, con il patrocinio della prefettura, organizzano oggi al Palace Hotel della Marina di Vasto. L’appuntamento è per le 10,30. Il tema che viene trattato è: “Perché integrazione significa conoscenza?”.

L'incontro, dopo la registrazione dei partecipanti, prevede l’intervento dell’assessorato alle politiche sociali del Comune di Vasto, del rappresentante legale del Consorzio, del dirigente scolastico Letizia Daniele e di diversi amministratori comunali del territorio, tra cui il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, il sindaco di Lentella, Carlo Moro, il sindaco di Carunchio, Gianfranco D’Isabella, e il sindaco di Schiavi di Abruzzo, Luciano Piluso. Viene dato spazio anche alle testimonianze di accoglienza con don Gianfranco Travaglini, direttore della Caritas diocesana Chieti-Vasto e infine i saluti del viceprefetto aggiunto, il dottor Luciano Conti.

«Questo convegno», dice Simone Caner, rappresentante legale del Consorzio Matrix, «è per tutti noi l’occasione di sentirci parte di un progetto, per credere che la cittadinanza attiva e solidale sia una certezza da consolidare nel tempo, perché parte di una missione non solo sociale ma umana. Dopo le ultime vicissitudini internazionali che ingenerano malsane fantasie tra i concittadini, sentiamo quanto mai l’urgenza di comunicare alle tante persone diffidenti che non ci sono solo brutture nell’accogliere nel nostro Paese persone meno fortunate di noi, che i ragazzi immigrati che accogliamo non sono terroristi, che non assistiamo violenti e spacciatori ma solo “ragazzi”... ragazzi che hanno una dignità, dei desideri, delle paure come tutti noi. La continuità e la crescita del nostro vivere civile e lungimirante dipenderà soprattutto dalla voce che riusciremo a dare a questo messaggio. Ultimamente mi sono reso conto quanto il nostro lavoro nel sociale sia legato a ciò che riusciamo a comunicare all'esterno. Quanto più riusciamo a evidenziare sul territorio dove svolgiamo il nostro lavoro ciò che di buono facciamo all'interno delle nostre strutture assistenziali, tanto più riusciremo a lavorare bene con le persone che ci circondano».

Il convegno è di attualità visto che negli ultimi mesi nel Vastese sono arrivati numerosi profughi. L’ultimo gruppo a Schiavi. Ci si chiede, però, se anzichè a Vasto non fosse stato opportuno organizzare il dibattito nelle aree interne, dove sono ospitati i profughi.

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