Altri tre consiglieri passano a FdI Il vicesindaco resta senza gruppo

Si allarga la compagine di Fratelli d’Italia con l’arrivo di Di Loreto, La Scala e Luciani, ex Lega e poi Misto Di Bucchianico: «Contribuito extra al lavoro amministrativo». Ranieri non ha più rappresentanti in aula
LANCIANO. Si allarga il fronte di Fratelli d'Italia in consiglio, già primo partito cittadino e con un peso specifico importante all'interno dell'amministrazione del sindaco Filippo Paolini con l'assessore Paolo Bomba, il presidente del consiglio comunal Gemma Sciarretta e i consiglieri Gabriele Di Bucchianico e Gianluca D'Intino. A fare ingresso nel partito di Giorgia Meloni sono i rappresentanti del gruppo misto Dalila Di Loreto, Michele La Scala e Giuseppe Luciani. I tre consiglieri, da sempre facenti parte del gruppo dei fedelissimi di Nicola Campitelli, dopo la fuoriuscita dalla Lega nei mesi scorsi, hanno deciso di seguire la strada già tracciata dal consigliere regionale. Una gestazione tuttavia non semplice, che pareva imminente lo scorso novembre, quando Campitelli ha ufficializzato il suo passaggio dalla Lega di Salvini al partito di Meloni, ma che si è concretizzata solo ieri, a quasi un anno di distanza dallo strappo.
Archiviate le vecchie ruggini tra gli ex Lega e i rappresentanti di FdI, che hanno visto, ad esempio, la candidatura di due aspiranti consiglieri dello stesso partito alle ultime regionali (Nicola Campitelli e Paolo Bomba) per poi assistere all'incoronazione ad assessore, e tra le più votate della regione, dell'ex sindaca di San Salvo, Tiziana Magnacca, il "matrimonio" si è svolto nella sala Lanci della Casa di conversazione alla presenza del gotha di FdI e del sindaco Paolini. C'erano il senatore e coordinatore regionale Etelwardo Sigismondi, quello provinciale Antonio Tavani, il portavoce cittadino Gabriele Di Bucchianico, la presidente di Lancianofiera, Ombretta Mercurio, il presidente di Ater, Fausto Memmo e di Anxam Alessandro Di Martino (Nuova Lanciano), l'ex presidente della Fiera, Donato Di Fonzo e diversi consiglieri ed esponenti del centrodestra.
«In matematica 1+1 fa 2», esordisce Di Bucchianico, «ma in politica fa anche 3, 4, 5. C'è bisogno di coesione e di gruppo e puntiamo, con questa squadra di amici, a dare al lavoro amministrativo un contribuito straordinario, con l'impegno e la passione che ci hanno finora contraddistinti».
Grande assente il vicesindaco e pluri assessore Danilo Ranieri, rimasto nel gruppo misto e senza alcun consigliere in suo sostegno. «L'adesione a un partito è prima personale e poi politica», ha specificato Sigismondi, «ci sono percorsi che maturano più tardi, altri che non matureranno mai». E al valzer di casacche e agli squilibri dei partiti nella della giunta (Fdi ormai rappresenta il 40% dell'esecutivo tra assessori e consiglieri) il sindaco Paolini risponde con la placidità di sempre: «Godiamoci la giornata, chi vivrà vedrà. Nessuno mi ha chiesto un rimpasto e la mia squadra resta la stessa di quando siamo stati eletti: mi interessano gli obiettivi del bilancio e del Dup, non ciò che fanno i partiti».
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