Alunni a lezione di legalità per sconfiggere il bullismo

VASTO. A lezione di legalità: bullismo e cyberbullismo. La scuola corre ai ripari davanti a un fenomeno purtroppo in crescita. Ragazzi che chiedono aiuto attraverso gli elaborati in classe. Altri...
VASTO. A lezione di legalità: bullismo e cyberbullismo. La scuola corre ai ripari davanti a un fenomeno purtroppo in crescita. Ragazzi che chiedono aiuto attraverso gli elaborati in classe. Altri che si incattiviscono. Spesso le famiglie non comprendono. «Legalità e bullismo sono due temi vigorosi del nostro vivere contemporaneo, da cui dipende il futuro di molti giovani. Da qui la necessità di organizzare incontri volti a spiegare non solo il concetto di legalità e la sua importanza, ma in particolare il preoccupante fenomeno del bullismo e cyberbullismo», annota la professoressa Emma Columbro dell’istituto Rossetti.
Mercoledì nell’aula magna della Rossetti i ragazzi hanno incontrato il presidente dell’associazione Emily, la professoressa Teresa Maria Di Santo, docente del Palizzi di Vasto, Manuela Colanzi, psicologa, l’avvocato Silvia Notaro e la collega Concetta Di Stefano, del Centro antiviolenza Save.
Il dirigente scolastico, Maria Pia Di Carlo, ha cercato di trasformare la giornata in efficace strumento per combattere il bullismo. «È importante scoraggiare sul nascere i comportamenti di prevaricazione e prepotenza. La scuola è il primo luogo di relazioni sociali per i ragazzi e, in virtù del suo ruolo educativo, ha la responsabilità di farsi portavoce di alcuni valori che possono aiutare a prevenire il bullismo, promuovere la conoscenza reciproca, favorire l’autostima dei ragazzi, insegnare l’apertura verso la diversità e il rispetto degli altri, insegnare ad affrontare i conflitti invece di negarli, spiegare l’importanza del rispetto di regole di convivenza condivise», ha detto la Di Carlo. Nel corso degli interventi è stata denunciata la scarsa collaborazione di molti genitori, spesso pronti a coprire i propri figli, e la difficoltà, da parte della scuola, di intervenire con sanzioni disciplinari.
«I ragazzi devono capire che dietro a certi atti ci sono dei reati e che a 14 anni sono perseguibili. Senza contare che questi comportamenti hanno conseguenze che rimangono nel tempo, sia dal punto di vista psicologico, per chi li fa e per chi li subisce, sia perché “rimangono” nella rete».
La professoressa Di Santo ha sottolineato l’importanza di saper costruire delle buone relazioni, di saper ascoltare le altre persone. «Occorre promuovere una coscienza per smontare i bulli», ha detto. La dottoressa Colanzi ha simulato un caso presunto di bullismo coordinando alcuni studenti nella drammatizzazione del caso. L’incontro è terminato con un vivace e acceso dibattito tra i relatori e gli alunni che hanno capito che un atto di prepotenza va sempre contrastato e mai assecondato. (p.c.)
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