Alunni al gelo perché mancano 700 euro

A tanto ammonta la somma che il Comune non aveva per indire la gara d’appalto. Protesta Paolucci (LiA): finanze nel caos
LANCIANO. Termosifoni spenti per 700 euro: tanto mancava nel bilancio per indire la gara di appalto per la manutenzione e accensione impianti termici scaduto in estate. E tanti alunni sono rimasti al gelo. «In città l’accensione degli impianti di riscaldamento nelle scuole e negli edifici comunali è un fatto eccezionale e non prevedibile e quindi viene gestito con variazioni di bilancio, adottate solo quando scoppia la protesta dei genitori degli alunni, e racimolando soldi dal fondo di riserva, che si usa per calamità ed eventi eccezionali». È Tonia Paolucci, capogruppo di Libertà in Azione in consiglio comunale, ad attaccare il sindaco Mario Pupillo e l’assessore all’istruzione Giacinto Verna sulla vicenda della mancata accensione dei riscaldamenti nelle scuole.
Almeno 1.500 gli alunni delle elementari e delle medie (esclusa la media Don Milani) rimasti al gelo lunedì perché i termosifoni erano spenti. Dal 15 novembre era prevista l’accensione dei riscaldamenti, cosa non fatta dal Comune. Da qui le vibranti proteste dei genitori e alunni costretti a stare nelle aule con cappotti e sciarpe. «E fa specie che la cifra mancante per indire l’appalto per la manutenzione e accensione degli impianti termici, scaduto in estate», fa notare Paolucci, «era di 700 euro. Soldi presi dal fondo di riserva e dopo variazione di bilancio. Questo significa o che questi soldi non erano stati previsti ma nel bilancio di previsione c’erano o che sono stati usati per altro e vogliamo capire dove siano finiti. Quanto accaduto dimostra che ci sono grossi problemi finanziari a Palazzo di città, come denunciamo da giugno, quando sono stati bloccati diversi capitoli di bilancio per milioni di euro di debiti, accumulati da questa giunta, che dimostra di non saper amministrare. Le finanze del Comune sono nel caos e non vorrei che a breve arrivassero anche pignoramenti sul conto di tesoreria».
«Questa amministrazione è puntualmente in ritardo», aggiunge Casapound Lanciano in una nota, «anche sulle cose ordinarie, come l’accensione dei termosifoni nelle scuole a novembre, e sta portando la città sempre più alla deriva».
Il bando per la manutenzione e accensione impianti termici pubblici è stato fatto a inizio novembre, come spiegato dall’assessore Verna, dopo che sono stati chiusi i debiti fuori bilancio ed è stata fatta la variazione di bilancio per recuperare i soldi necessari alla gara. Ma questa non è ancora chiusa, da qui i ritardi nell’accensione degli impianti. Verna ha incaricato un tecnico di occuparsi delle caldaie nelle scuole, ma municipio, tribunale, palestre, e gli altri edifici pubblici restano ancora al gelo. E ci resteranno per un’altra settimana
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