Alunni vessati, in venti chiedono i danni

14 Gennaio 2020

Giovedì dal giudice anche un rappresentante del ministero. La difesa: l’insegnante usava un’educazione rigida

SAN SALVO. Riprenderà giovedì davanti al gup Fabrizio Pasquale l’udienza preliminare per la maestra di San Salvo accusata di maltrattamenti a scuola. Il numero di avvocati dei genitori dei piccoli alunni che frequentavano la classe in cui insegnava l’indagata, che hanno presentato la costituzione di parte civile, si è allungato. I legali ora sono sette: Antonello Cerella, Clementina De Virgiliis, Claudia D’Alò, Silvia Ranalli, Giuseppe D’Urbano, Flavio Santarelli e Antonio De Angelis. Durante la scorsa udienza era stata chiesta e concessa dal giudice Pasquale, l’estensione della responsabilità civile al ministero della Pubblica istruzione. Giovedì l’udienza dovrebbe ripartire dalla chiamata di un rappresentate del ministero della Pubblica istruzione che dovrebbe costituirsi parte civile. Le famiglie che hanno di deciso di chiedere i danni sono salite a venti.
Ad accusare l’insegnante che potrebbe scegliere di essere giudicata con il rito alternativo, sarebbero i filmati realizzati dai carabinieri nell’aula in cui la donna stava con bambini. Le immagini, a giudizio del sostituto procuratore Michele Pecoraro che ha condotto l’inchiesta, racconterebbero la condotta talvolta vessatoria e violenta della maestra nei confronti di un’intera classe. L’accusata, che è assistita dall’avvocato Alessandra Cappa, ha sempre negato di aver usato violenza con i piccoli. L’insegnate è convinta di avere fatto il proprio dovere usando metodi rigidi ma niente affatto violenti. La difesa ha parlato di educazione rigida.
Nella richiesta di rinvio a giudizio la Procura ha elencato atteggiamenti quantomeno discutibili e in qualche caso eccessivamente rigidi. Il capo d’accusa parla di “reiterati atti di violenza fisica e psicologica”, nonché di maltrattamenti dei piccoli alunni di età compresa fra i due e i sei anni a lei affidati per ragioni di educazione. I piccini sarebbero stati sottoposti “con frequenza quasi quotidiana”, spiega ancora l’accusa, “a continue sofferenze fisiche e umiliazioni morali, esigendo comportamenti inadeguati per la loro età, inveendo contro di loro mediante urla e ingiurie e mortificandoli in caso di qualsiasi manifesta difficoltà dei bambini nel rispettare le sue direttive, strattonandoli, percuotendoli con schiaffi sulla nuca o sul capo, instaurando durante le sue ore di presenza un clima di tensione e paura nei bambini vittime o spettatori delle azioni poste in essere”.
Gli episodi più gravi si sarebbero verificati un anno fa, dall’8 al 29 gennaio del 2019. «Con l’aggravante», ha sostenuto il pm Pecoraro, «di aver commesso i reati con abuso di autorità in danno di minori e all’interno di un istituto d’istruzione».
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