Amazon, apre un’agenzia per le assunzioni

San Salvo. L’iniziativa pubblicizzata dal Comune. Dura la minoranza: così si avvantaggia un privato
SAN SALVO. A San Salvo apre l’agenzia Randstad per il reclutamento e la selezione del personale Amazon, ma per la minoranza si tratta di «una iniziativa privata pubblicizzata dal Comune tramite l’ufficio comunicazione dell’ente». È polemica in città per l’apertura della filiale in via Istonia annunciata dalla presidente del consiglio Tiziana Magnacca con un comunicato stampa diffuso dallo stesso Comune. «L’invito a far visita alla neo sede di Randstad è stata l’occasione anche per fare il punto della situazione occupazionale del fullfillment center di Amazon con Marco Baggio, responsabile dello stabilimento di San Salvo», fa sapere Magnacca, «abbiamo appreso con soddisfazione che quasi l’80% del personale oggi impiegato appartiene al nostro territorio, compreso il Basso Molise, e di questo 80% la maggioranza è sansalvese. Resta aperto il nodo del miglioramento dei trasporti per il quale ci siamo raccordati con le regione Abruzzo e Molise. Confidiamo in una sollecita definizione di tratte utili allo spostamento dei lavoratori sia abruzzesi che molisani», conclude la presidente del consiglio.
Ma dalla opposizione arriva un affondo tramite una interpellanza firmata da cinque consiglieri comunali e indirizzata alla sindaca Emanuela De Nicolis e alla presidente dell’assemblea civica. Fabio Travaglini, Marika Bolognese, Emanuela Tascone, Antonio Boschetti e Nicola Argirò chiedono se «non sia da ritenersi una sorta di pubblicità occulta in favore di un’azienda privata, che lede gli interessi di altre aziende concorrenti», configurando l’ipotesi di peculato «poiché vengono utilizzati mezzi, personale e risorse di un ente pubblico che di fatto avvantaggiano un privato: giovani e disoccupati sono indotti, di fatto, a preferire l’agenzia sponsorizzata piuttosto che una concorrente». I cinque consiglieri si spingono anche oltre e chiedono alla sindaca De Nicolis «se non ritiene di dissociarsi dal comportamento assunto dalla presidente del consiglio comunale per evitare di essere coinvolta in questioni che afferiscono le agenzie per il lavoro, su cui il Comune non ha competenza alcuna». L’interpellanza si chiude con la richiesta «di impedire in futuro alla presidente del consiglio di disporre dei dipendenti dell’ufficio comunicazione, sul presupposto che costoro sono alla esclusiva dipendenza del sindaco». (a.b.)
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