Amianto all’ex Burgo La paura dei residenti

9 Settembre 2019

Appello degli abitanti vicini al sito dismesso: «La polvere può entrare nelle case» La conferenza dei servizi rinvia la decisione sulla rimozione della terra inquinata

CHIETI. Hanno paura dell’amianto i residenti a un passo dall’ex Burgo: nel sito dismesso e da bonificare di via Piaggio è stato scoperto un terreno «di colore scuro» con una concentrazione di amianto superiore 285mila volte rispetto al limite massimo. La bomba ecologica è stata al centro di una conferenza dei servizi in Comune, il 5 settembre scorso, per decidere come rimuovere quell’amianto. E in quella sede gli abitanti hanno lanciato il loro appello contenuto anche in un verbale ufficiale di due pagine: «Nelle aree confinanti e limitrofe al sito da bonificare abitano cittadini di tutte le età: bambini di pochi giorni di vita, di appena due anni, adolescenti, studenti universitari, adulti e anziani». I residenti, con il comitato Villa Blocc e l’associazione Insieme per via Penne, temono che la polvere di amianto del terreno contaminato dell’ex cartiera finisca nelle loro case.
La scoperta di un’incredibile concentrazione di amianto nel terreno tanto da renderlo quasi nerastro è stata fatta durante i lavori di bonifica dell’ex Burgo: una scoperta – fatta passando al setaccio il terreno tramite un cestello ruotante applicato al braccio di un escavatore – che ha provocato «la sospensione dei lavori» in tre lotti (19, 20 e 21): il valore massimo consentito è di 1.000 microgrammi per chilo mentre nell’area si è arrivati a un picco di 285.000. I residenti, adesso, chiedono altri controlli: «Integrare le analisi anche nel terreno già movimentato e accatastato proveniente dalla rimozione dello strato superficiale presumibilmente pulito». La richiesta affonda su un parere della Asl, con la firma del dirigente medico Enrico Berardi: «Potrebbe sorgere il dubbio di uno spandimento di fibre d’amianto nell’ambiente, se contenute nel terreno movimentato e accatastato».
Ma è un’ipotesi che difficilmente dovrebbe verificarsi grazie alle misure di sicurezza prese dalla Burgo Group d’accordo con l’Arta: «L’area», ha spiegato il geologo Angelo D’Andrea durante la precedente seduta della conferenza dei servizi, «è stata completamente isolata dall’ambiente esterno mediante copertura con posa di teli in polietilene opportunamente zavorrati per evitare la dispersione in atmosfera delle fibre d’amianto. Inoltre, il perimetro lato nord del sito, prospiciente l’area interessata, è stato delimitato con posa di rete antivento».
Ma i residenti sollevano anche il caso della responsabilità dell’inquinamento: «Il comitato chiede se la Provincia si è già attivata sull’identificazione del responsabile della contaminazione del sito». Il verbale dà già una risposta: il responsabile del procedimento, il funzionario comunale Giovanni Ghianni, «riferisce che non risulta l’attivazione della procedura».
E adesso come andrà avanti la bonifica? «Il progetto di variante, a firma del geologo Massimo Ranieri, prevede che tutte le operazioni saranno eseguite in ambiente umido garantito da continua nebulizzazione delle aree mediante apposito sistema di tubazioni di lunghezza variabile dai 25 a 50 metri, di diametro pari a un pollice, munita di idonei ugelli attraverso cui verrà distribuita l’acqua sul terreno al fine di evitare la sospensione in aria di polveri e soprattutto di particelle di amianto». Il progetto, che dovrebbe ottenere il via libera nella seduta del prossimo 3 ottobre, continua: «L’impiego di autobotte e impianto di irrorazione/nebulizzazione mobile consentirà così di spostare e posizionare l’intero sistema di adduzione delle acque con molta rapidità e praticità seguendo di pari passo le operazioni di scavo/rimozione dei terreni contaminati da amianto».