Amianto dentro la sede dei vigiliScatta l’inchiesta dopo l’esposto

6 Novembre 2024

La Uil chiede l’intervento dei pubblici ministeri: «C’è un grave rischio per la salute di agenti e utenti» Il sindacato va all’attacco: «Il Comune era a conoscenza del problema dal 2021, ma non ha fatto nulla»

CHIETI. La scoperta della presenza di amianto nei pavimenti della sede dei vigili urbani arriva sul tavolo della Procura teatina. Il segretario provinciale Uil Fpl Marco Angelucci ha firmato un esposto depositato ieri mattina: si chiede di verificare se ci sono possibili reati nella vicenda della scoperta del materiale pericoloso avvenuta nel 2021, che non ha ancora portato allo spostamento del comando di polizia municipale in un’altra sede. La polizia locale è ancora nello stabile di via Nicolini, un rischio sia per la salute dei vigili che per quella degli utenti che si recano al Comando.
ESPOSTO UIL
Venuto a conoscenza della situazione, il sindacato Uil è stato il primo a muoversi. Nel giro di un mese sono state organizzate assemblee del personale e chiesto in via d’urgenza il trasferimento del comando. Ma, nonostante il via libera alla dislocazione, non si è mosso ancora nulla. Il trasferimento era stato assicurato a inizio mese, da questa settimana la polizia locale avrebbe dovuto lavorare in un’altra sede e invece i vigili sono tutti ancora lì, nella sede dai pavimenti rotti, con enormi scorticature da cui affiora materiale fatto con il pericolosissimo amianto. A questo punto la Uil ha deciso di muoversi con un esposto in cui «si segnala la necessità dell’intervento della pubblica autorità», è la richiesta del sindacato, «per la pronta risoluzione della vicenda descritta per la presenza di condotte ritenute contrarie alla legge tenuto conto della gravità dei fatti».
SI SAPEVA DAL 2021
Come ricostruito nell’esposto, il 19 settembre la Uil chiede un’assemblea del personale perché, scrive Angelucci nella denuncia, «da qualche tempo, circolavano voci sulla presenza di tale noto agente cancerogeno nella pavimentazione in linoleum di molti uffici dell’edificio che, consunta, lasciava esposto all’aria tale materiale». Saltano così fuori i documenti sui risultati del campionamento dell’aria effettuato nei locali nel febbraio 2021 e gli esiti del successivo campionamento «puntuale e aero-disperso» della pavimentazione, effettuato per verificare l’eventuale presenza di ulteriori fibre di amianto. Angelucci precisa nell’esposto che «i documenti citati sono completamente ignoti a questa sigla sindacale e ai suoi rappresentanti sindacali unitari; che gli operatori della polizia locale e dell’Ufficio traffico sono anch’essi assolutamente all’oscuro dell’esistenza di tali atti e dell’effettuazione di tali verifiche tecniche che, stando a quanto sostenuto dai responsabili della sicurezza dei lavoratori, risalirebbero all’anno 2021». Il Comune dunque sapeva da tempo, ma nulla ha fatto per tutelare la salute dei suoi vigili urbani e quella dei cittadini che si recano negli uffici della polizia locale. «La situazione descritta è gravissima», sottolinea Angelucci nell’esposto.
INTERDIZIONE DEI LOCALI
La denuncia informa anche del fatto che il responsabile del servizio di prevenzione e protezione aziendale (Rspp) Antonio Albergo «sin dalla metà del mese di settembre 2024, aveva richiesto che il Comando venisse interdetto a chiunque, a causa della presenza di amianto. Come è stato possibile consentire ancora l’ingresso dei lavoratori e dei cittadini in luoghi considerati dal Rspp inagibili per gravi motivi di sicurezza e di salute?», chiede Angelucci, che ricorda anche come il segretario comunale aveva comunicato che «la data presumibile per il trasferimento era quella del 2 o 3 novembre 2024». Ma «alla data odierna, i dipendenti del corpo della polizia locale e dell’Ufficio traffico, prestano ancora servizio nei locali del comando. Ancora oggi i cittadini, ignari del pericolo, giungono negli uffici contaminati dall’amianto per il disbrigo di pratiche amministrative e per tutte le incombenze varie».