Amianto, sì alle pensioni rivalutate
Accolto il ricorso di un operaio Denso, l’Inps deve pagare i benefici
VASTO. I lavoratori esposti all’amianto hanno diritto alla rivalutazione pensionistica. Con queste motivazioni la Corte d’appello dell’Aquila ha accolto il ricorso di un lavoratore della Denso di San Salvo e condannato l’Inps al pagamento dei benefici. «È una sentenza che farà giurisprudenza», commenta l’avvocato Sergio Lapenna, «dopo mille peripezie, anche in Abruzzo la questione amianto ha finalmente raggiunto l’obiettivo sperato. Il traguardo è stato più che sofferto», aggiunge il legale, «i giudici di merito avevano sempre ostinatamente ritenuto che il diritto alla rivalutazione fosse oramai decaduto. Non è così per la Corte d’Appello, la quale, accogliendo le argomentazioni esposte dalla difesa dei pensionati, ha innanzitutto cambiato il proprio orientamento, che sino a oggi pure riteneva decaduto il diritto al beneficio, e ha poi riformato la sentenza del giudice di primo grado. Il precedente apre prospettive di ampio respiro per i lavoratori esposti alla famigerata sostanza e fa sperare che i giudici di primo grado la applichino immediatamente ai ricorsi pendenti, senza costringere i pensionati a dover impugnare in appello le sentenze di rigetto», conclude l’avvocato Lapenna.
In realtà la partita legata ai benefici pensionistici per i lavoratori esposti all’amianto ha conosciuto vicende alterne. Fino a cinque anni fa i lavoratori vedevano riconosciuti i loro diritti, poi c’è stata una inversione di tendenza con una ondata di rigetti. Ora il principio è stato di nuovo affermato con grande soddisfazione dei lavoratori esposti alla fibra killer. (a.b.)
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