Amici, politica e sindacato: la città ricorda Marco Di Rocco

LANCIANO. Generoso, con la risata sempre pronta a sbocciare sotto la montatura rossa degli occhiali, fieramente e da sempre di sinistra. Sindacalista d’altri tempi, di quelli che alle battaglie...
LANCIANO. Generoso, con la risata sempre pronta a sbocciare sotto la montatura rossa degli occhiali, fieramente e da sempre di sinistra. Sindacalista d’altri tempi, di quelli che alle battaglie mette tutto se stesso. Appassionato di politica con la capacità, piuttosto rara, di leggere la realtà in maniera sintetica e realistica. Sono stati in tanti a ricordare Marco Di Rocco, giovedì scorso, in una gremita e commossa sala di conversazione, nell’iniziativa promossa dal Partito democratico di Lanciano. Una serata che ha richiamato la famiglia del compianto sindacalista, scomparso nel luglio 2016, tanti amici, compagni di partito e di sindacato ed esponenti della cultura cittadina. «Amico leale con tutti, avversari compresi, dalla passione disinteressata della politica, spinto solo dalla forza delle idee», lo ricorda il segretario cittadino del Pd Rosetta Madonna, che a stento riesce a trattenere le lacrime, «ho conosciuto così Marco, nelle tante campagne elettorali perse e vinte, con quella fiducia e con quell’ottimismo che solo lui riusciva a dare». «Marco è vissuto in una famiglia dai valori straordinari», interviene commosso il sindaco Mario Pupillo, «ci ha dato una mano fondamentale in una campagna elettorale che sembrava più che difficile, disperata. È solo grazie alle sue percezioni, alla sua motivazione talmente bella e positiva, che ho trovato la forza di andare avanti. Quando abbiamo vinto mi ha dato un abbraccio che ricorderò per tutta la vita». La musica, il sindacato, l’andatura da «marinaio appena sceso da una nave» come lo ricorda in una lettera il professor Remo Rapino; «con la capacità di far innamorare le persone al sindacato e sempre pronto a sdrammatizzare», come lo descrive il suo fraterno amico e collega sindacalista della Fiom-Cgil, Davide Labbrozzi, e promotore di «una delle più belle pagine di impegno civile», secondo le parole del presidente del consiglio comunale Leo Marongiu, con la manifestazione di orgoglio antifascista davanti al monumento dei Martiri ottobrini: Marco Di Rocco era ed è difficile da sintetizzare in una frase, in una parola. Di lui resta una sola certezza: manca tantissimo. (d.d.l.)

