Ammanchi da un milione per ristrutturare una villa

28 Luglio 2018

Ecco i risvolti dell’indagine per appropriazione indebita e turbativa d’asta Finanza e carabinieri scavano nei movimenti di denaro sui conti correnti

CHIETI. Ammanchi da circa un milione di euro sui conti dell’Unidav coperti con operazioni finanziarie fantasma. E parte di quel milione sparito dalle casse dell’ateneo telematico Leonardo da Vinci di Torrevecchia Teatina sarebbe stato usato anche per pagare i lavori di ristrutturazione di una villa, riscattare un immobile per salvarlo da un’asta giudiziaria e saldare debiti privati. Emergono nuovi retroscena nell’inchiesta aperta sull’Unidav. La procura di Chieti indaga lungo due binari: appropriazione indebita e anche turbativa d’asta.
Dai conti correnti dell’Unidav – la maggioranza delle quote dell’ateneo telematico è in mano all’università slovacca Sevs – sarebbero spariti 700mila euro in un caso e 300mila in un altro. Per adesso, dopo una prima tornata di perquisizioni e sequestri all’Unidav a Torrevecchia, nella Fondazione d’Annunzio (che ha creato la telematica per conto dell’università d’Annunzio) e nella filiale teatina della banca Bper dove l’Unidav ha il proprio conto, gli indagati sono due: un ex componente del consiglio di amministrazione Unidav e un ex funzionario.
Gli investigatori, con i finanzieri del nucleo di polizia economico finanziaria e i carabinieri del reparto operativo, hanno sequestrato verbali e computer su disposizione del pm Giancarlo Ciani. Due giorni fa, lo stesso Ciani ha ascoltato come testimoni (quindi persone informate sui fatti e non indagate) la fondatrice della Sevs Heidy Schwarczova, cugina dell’ex presidente slovacco Rudolf Schuster, e l’agronomo Alessandro Arioli, docente Sevs. Un doppio colloquio, su richiesta dei rappresentanti Sevs, per ricostruire le tappe della collaborazione tra l’ateneo slovacco e l’Unidav. La Schwarczova, assistita da una interprete, ha affidato alla procura un appello: tutelare la Sevs dai danni che sarebbero stati subiti. Al pm Ciani sarebbero stati consegnati documenti che traccerebbero i movimenti finanziari sospetti.
Un altro filone dell’inchiesta riguarderebbe, invece, una presunta turbativa d’asta relativa al contratto di partenariato stipulato dalla Fondazione d’Annunzio con la Sevs e il bando di gara del 6 novembre 2015 per l’acquisizione delle quote. La procura ha intenzione di ricostruire le vicende che ruotano intorno a quel contratto di partenariato e individuare i soggetti che hanno interloquito in relazione ad esso.
Agli atti dell’indagine ci sono anche una serie di esposti presentati dal rettore dell’università d’Annunzio Sergio Caputi e da Luigi Capasso, presidente della Fondazione d’Annunzio che per statuto è anche presidente Unidav anche se lo stesso Capasso non ha mai assunto questo ruolo a causa di polemiche scoppiate su iniziative adottate dal cda. Caputi e Capasso hanno sottoposto all’attenzione della procura svariate operazioni finanziarie ritenute «anomale».