Ampliamento dei distinti «No a spese dei cittadini»

I consiglieri di minoranza Paolucci, D’Ortona e Bomba accusano la giunta Pupillo «Titolare dell’impianto è il Comune ma non c’è traccia di progetti nè di fondi»
LANCIANO. «Vogliamo capire che cosa sta accadendo. Vogliamo sapere dove il Comune prenderà i soldi per ampliare lo stadio visto che dovrebbe essere proprio questo ente, proprietario dell’impianto, a fare i lavori. Se li toglierà ad altre opere, oppure se sarà l’ennesimo debito fuori bilancio che pagherà il cittadino. Oppure l’amministrazione Pupillo spera che siano come sempre gli altri, ossia la Virtus, a togliere le castagne dal fuoco e fare i lavori, perché questa è un’amministrazione che non programma alcuna cosa; che, pur sapendo della necessità di adeguare lo stadio, in tre anni non ha neanche fatto un progetto, un preventivo. Si naviga a vista». È il commento dell’opposizione in consiglio comunale alla notizia che lo stadio Biondi deve essere oggetto di nuovi lavori dopo quelli che tre anni fa sono costati 800mila euro e un’inchiesta, ancora aperta, della Procura.
I LAVORI. Il Biondi deve ampliare la propria capienza, come previsto dalla Lega di Serie B, passando dagli attuali 4.678 posti a 5.500 entro fine luglio e a 7.000 per la stagione 2016-2017. Ampliamento che può essere realizzato solo sul versante dei distinti attraverso la sistemazione di strutture metalliche, prefabbricate. che costerebbero circa 150-200mila euro. Il progetto in Comune non c’è. Lo sta realizzando la Virtus, concessionaria dello stadio, per accelerare i tempi visto che il piano va presentato alla commissione criteri infrastrutturali entro il 20 giugno. Ma, a parte il progetto, il problema che è sorto e che ha fatto “insorgere” l’opposizione, è chi pagherà i lavori. In base alla convezione stipulata tra Virtus e Comune dovrebbe essere l’ente locale a farsi carico della spesa in quanto proprietario della struttura, perché è un intervento di manutenzione straordinaria e un’opera che resta nello stadio che dal 2018/2019 non sarà più agibile. La Lega di serie B ha vietato dal 2018 l’uso dei campi che sono provvisti di velodromo, come il Biondi. Ma, il sindaco Mario Pupillo, ha già preannunciato alla Virtus che soldi in cassa non ce ne sono. L’idea è quella di far pagare alla società i lavori per scalarli poi dal canone di concessione, circa 80mila euro l’anno, che scade l’anno prossimo.
L’OPPOSIZIONE CONSILIARE. «Come al solito, l’amministrazione vive alla giornata», attaccano i consiglieri di opposizione Tonia Paolucci (lista Con Bozza sindaco) , Manlio D’Ortona (FI) e Paolo Bomba (Udc), «e crea l’ennesimo problema alla città. Si sono accorti solo ora che bisognava ampliare lo stadio?», chiedono Paolucci e Bomba, «si sapeva da tre anni che andavano fatti lavori». «Capisco la mancata programmazione tre anni fa», aggiunge Paolucci, «perché la vittoria del campionato fu inaspettata, anche se da chiarire c’è ancora molto sui soldi spesi, ma ora no. Si doveva programmare l’intervento inserirlo nel piano triennale dei lavori pubblici. Si vive alla giornata e scaricando le responsabilità, ora sulla Virtus visto che non c’è traccia di progetti ai lavori pubblici né dei soldi nei bilanci. Vogliamo spiegazioni perché non si vive di deroghe, non si possono far pagare i debiti ai cittadini. Per pagare questi lavori si rinuncerà a qualche altra opera?». «In bilancio non ci sono fondi per il Biondi», aggiunge D’Ortona, «a meno che l’inseriranno nel rendiconto 2015. Sarà comunque un debito che pagheranno i cittadini. E sono lavori che dovranno anche passare al vaglio del consiglio comunale». A meno che i lavori non li effettuerà la Virtus.
Teresa Di Rocco
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