Anche i politici al flash mob anti petrolio

Alla manifestazione sulla spiaggia di Punta Penna c’erano Castaldi, Mazzocca, Menna e Cianci
VASTO. Ha scelto la spiaggia dove si sono arenati i capodogli per protestare contro la petrolizzazione dell’Adriatico e dire no all’air gun, una tecnica di ispezione dei fondali ritenuta dannosa per la pesca e l’ecosistema marino. Il flash mob organizzato da Legambiente, a Punta Penna, nella riserva di Punta Aderci, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di promuovere un’economia legata alla pesca sostenibile e sulla centralità della questione ambientale. Presenti all’iniziativa politici, ambientalisti ed attivisti, tra cui il senatore del Movimento 5 stelle, Gianluca Castaldi promotore di diversi disegni di legge, l’assessore regionale all’ambiente, Mario Mazzocca, il referente locale Ona (Osservatorio nazionale amianto, Ivo Menna, assessore alle politiche sociali di Vasto, Anna Suriani e la consigliera Paola Cianci.
«Questa è una spiaggia simbolica», ha esordito Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente, riferendosi allo spiaggiamento dei capodogli, «sebbene non sia stata dimostrata la correlazione diretta tra l'evento specifico e le ricerche petrolifere, quell'episodio ha dimostrato innanzitutto la presenza di questi cetacei nel nostro mare e la loro forte vulnerabilità, che viene messa a dura prova da tecniche come l'air gun». Oltre a ribadire la contrarietà della Regione alla petrolizzazione dell’Adriatico, Mazzocca ha ricordato anche "la ferita" inferta al promontorio di Punta Penna dai roghi dei giorni scorsi. «Ci sono 500mila euro di investimenti per il contrasto agli incendi», ha detto l’assessore all’ambiente, «abbiamo anche attivato corsi di formazione per i volontari che vogliono affiancare i vigili del fuoco e il Corpo forestale dello Stato nel loro prezioso lavoro». (a.b.)
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