Anche il Tar dà lo stop al nuovo ospedale

30 Novembre 2021

I giudici bocciano il ricorso del gruppo Icm-Nocivelli: la Regione ha bloccato il progetto con correttezza

CHIETI. Tutti gli atti politici, tecnici e amministrativi adottati dalla Regione Abruzzo sul project financing per il nuovo ospedale di Chieti sono legittimi e regolari. Lo ha stabilito il Tar Abruzzo che ha respinto il ricorso presentato dal gruppo Icm-Nocivelli. Le imprese chiedevano l’annullamento della delibera della giunta Marsilio, risalente al gennaio scorso, con cui erano stati revocati tutti i provvedimenti adottati dalla precedente giunta di centrosinistra. «Un accordo di quel tipo», commenta l’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì, «avrebbe avuto un impatto finanziario devastante sulla Asl, con canoni di decine di milioni di euro l’anno da finanziare con la spesa corrente, vale a dire quella utilizzata per personale e prestazioni assistenziali. Di qui la decisione di procedere con gli ordinari fondi pubblici statali, così da non vincolare per decenni l’autonomia gestionale dell’azienda sanitaria».
«La Regione ha agito ha agito con correttezza e, aggiungerei, con grande lungimiranza stoppando un progetto “faraonico” che avrebbe affossato per 20 anni la sanità teatina e quella regionale», dichiara il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo, «il progetto presentato in prima istanza prevedeva un costo di oltre 750 milioni e ben 16 esternalizzazioni di servizi sanitari e non. Successivamente, dopo il susseguirsi di mie osservazioni, reclami e denunce, il progetto è stato “rimodulato” portandolo ad una spesa di “soli” 250 milioni e 9 esternalizzazioni. Con questa sentenza del Tar, è stato evitato un ulteriore effetto collaterale negativo, molto più pericoloso e subdolo, ovvero il rischio concreto di azzerare la sanità teatina e conseguentemente che la città di Chieti perdesse anche l’università. E forse questo era il reale obiettivo di qualcuno. Ma fortunatamente sono riuscito, prima da oppositore e poi con il nuovo governo regionale schierato dalla stessa mia parte, a impedirlo».
«Siamo stati noi i primi a leggere le carte e a esporre i rischi che avrebbero corso le casse della Asl e di Regione, sposando un progetto», dice la consigliera regionale M5S Sara Marcozzi, «che avrebbe potuto causare sperpero di denaro e costi aggiuntivi fino a un miliardo di euro, oltre all’esternalizzazione dei servizi. La decisione del Tar rappresenta una vittoria per tutti i cittadini abruzzesi, della provincia di Chieti e di chi, insieme a noi, si è opposto al project financing fin dal primo momento. Mai come adesso, specialmente a seguito della pandemia da Covid, la sanità deve rimanere nelle mani dello Stato senza delegare a figure esterne quei servizi che possono fare la differenza per la salute dei cittadini. Noi continueremo a vigilare e a denunciare».