Anziana denuncia la casa di riposo lager

La donna che ha ringraziato i carabinieri con un bacio è la prima a firmare la querela contro i due gestori arrestati
VASTO. Dalla rabbia all’indignazione e alla denuncia. La figlia dell’anziana signora assistita con metodi molto poco ortodossi all’interno della casa per anziani Arcobaleno, ha denunciato G.C., 48 anni, e R.I., 58, i due gestori arrestati il 22 luglio scorso su ordine della Procura dai carabinieri per concorso in maltrattamenti, lesioni volontarie, abbandono di incapace con l'aggravante di avere agito per futili motivi. La posizione dei due indagati quindi si complica. «La povera signora ha vissuto un periodo davvero tremendo. Parla dei carabinieri come degli angeli che l’hanno salvata dall’inferno», dice l’avvocato Fiorenzo Cieri, il legale della figlia della pensionata. «La mia cliente quando attraverso i video ha scoperto quello che la madre era costretta a patire è stata male. Pensava di offrire all’anziana signora la migliore assistenza», rimarca Cieri. «La scoperta l’ha stravolta. È grata e riconoscente ai magistrati e ai carabinieri». La sua cliente è pronta a costituirsi parte civile in giudizio. Come lei i familiari di altri assistiti. Le immagini riprese dalle telecamere nascoste e le intercettazioni non hanno bisogno di interpretazioni. Gli investigatori stanno cercando di scoprire da quanto durava l’inferno e se oltre ai cinque anziani soccorsi la mattina del blitz ci siano state altre situazioni drammatiche. Diversi i testimoni ascoltati. Molti altri saranno sentiti. Un anziano ospite della struttura era anche morto: saranno sentite altre persone che dovranno aiutare gli inquirenti a stabilire la verità.
Qualcuno degli anziani passati dalla casa di riposo Arcobaleno è stato accolto nella Rsa San Vitale. Sono numerosi ma sono tutti soddisfatti gli ospiti di quest’ultima struttura. Una di loro, Lia Gatto, familiare di una ricoverata, ha scritto una lettera. «La vita non si sa come finisce e spesso si è costretti a vivere gli ultimi tempi della propria vita in un contesto diverso dalla nostra casa. Chiara, per mancanza di forze, non è più indipendente e anche se avrebbe amato rimanere regina della sua casa, ha dovuto trasferirsi in un istituto da noi scelto dopo accurate ricerche. Grazie all’istituto San Vitale che rende più gradevole la permanenza nei nostri cari e attenua le nostre preoccupazioni. Il servizio sanitario, sociale, psicologico e, perché no, anche gastronomico con la massima gentilezza di tutto il personale risulta impeccabile. Dopo aver letto quello che accadeva nella casa Arcobaleno mi sento di ringraziare con tutto il cuore l’interno staff del San Vitale».
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