Anziana morta, non fu il vaccino

La Procura archivia: non c’è relazione tra farmaco e decesso
LANCIANO. Nessuna relazione tra la somministrazione di uno dei lotti di Fluad segnalati dall’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) e il decesso della pensionata Genoveffa Giovina Bellisario, 89 anni, di Frisa, deceduta il 26 novembre scorso.
Lo ha confermato la perizia eseguita del professore Adriano Tagliabracci, del’Istituto di medicina legale di Ancona, che il 2 dicembre scorso eseguì l’autopsia sull’anziana dopo la riesumazione disposta dal pubblico ministero di Lanciano, Anna Benigni come «atto doveroso» nell’ambito dell’inchiesta seguita alla morte.
La perizia ha inoltre escluso anche possibili reazioni allergiche. L’anziana sarebbe morta dunque, il giorno dopo la vaccinazione, per una serie di patologie di cui soffriva. A seguito dei risultati peritali, il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, ha disposto l’archiviazione del caso, accogliendo la richiesta avanzata dalla Procura frentana.
Dopo la morte dell’anziana, i carabinieri della compagnia di Lanciano sequestrarono il contenitore del vaccino che fu sottoposto a indagini insieme alle altre perizie eseguite sulla salma.
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