Anziana morta per le ustioni, oggi l’addio

Maria Costantini, 88 anni di Ari, si è arresa al Sant’Eugenio di Roma dopo due giorni di agonia
ARI. Non ce l’ha fatta Maria Costantini, 88 anni, l’anziana di Ari rimasta ustionata venerdì scorso mentre stava alimentando il fuoco del camino di casa con una bottiglia di alcol. La pensionata è morta nel giorno di Ferragosto all’ospedale Sant’Eugenio di Roma, dov’era stata trasferita dal policlinico Santissima Annunziata di Chieti la notte stessa dell’incidente domestico per essere curata in un centro specializzato. Ma sono risultate troppo gravi le bruciature di secondo e terzo grado riportate dalla paziente su oltre il 70% del corpo, soprattutto al viso e al torace. I funerali sono in programma stamattina, alle 11, nella chiesa parrocchiale Santissimo Salvatore di Ari. Piangono Maria i figli Antonio, Silvano e Franco, le nuore Antonella, Fabrina e Maria e ben sette nipoti, Daniela, Stefano, Simona, Michela, Luca, Alessia e Andrea.
L’episodio è avvenuto alle sette di sera in un’abitazione di via Sant’Antonio, in pieno centro abitato. La donna si trovava all’interno della cucina e, prima di cena, ha deciso di disfarsi di stoppie e fiori secchi, probabilmente il materiale di scarto di piccoli lavori agricoli eseguiti nell’orto. Per fare più in fretta, la pensionata ha alimentato il fuoco con l’alcol. In quel momento era sola. È successo tutto in pochi attimi: il liquido infiammabile spruzzato nel camino ha creato un ritorno di fiamma che ha fatto scoppiare la bottiglia avvolgendo i vestiti dell’anziana. Lei ha iniziato a gridare per il dolore, poi ha raggiunto l’esterno dell’abitazione. La prima a soccorrerla è stata una vicina, che si precipitata fuori perché preoccupata per quel rumore fortissimo. Nella cucina si è sviluppato anche un principio di incendio e un divano è rimasto leggermente danneggiato. La dinamica dell’incidente è stata ricostruita dai carabinieri della stazione di Villamagna, competenti per territorio, intervenuti insieme agli operatori del 118 e ai vigili del fuoco del comando provinciale di via Masci. (g.let.)
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