Anziana truffata, spariscono 4.800 euro

12 Dicembre 2020

Una 77enne dello Scalo ingannata con il trucco del pacco per il nipote. I consigli della polizia per non cadere nel tranello

CHIETI. Torna la truffa del pacco. I malviventi sanno che gli anziani, in previsione degli acquisti e dei regali per le feste di Natale, hanno più soldi in casa. E ne approfittano per colpire. L’ultima vittima è una donna di 77 anni che vive a Chieti Scalo, a poca distanza dalla stazione ferroviaria: ha consegnato al falso corriere tutti i risparmi, ovvero 4.800 euro. Quando ha capito di essere stata raggirata, la pensionata ha avuto un malore: per soccorrerla, è stato necessario l’intervento dell’ambulanza. Sull’episodio indaga la polizia, che lancia l’ennesimo appello per sensibilizzare le fasce più deboli. Sembra banale, ma la prima ed efficace regola è non aprire agli sconosciuti. Se l’errore è stato fatto, non consegnare mai denaro.
L’ULTIMA TRUFFA Risale a due mattine fa. Sono le 12.30 quando la 77enne riceve una telefonata sull’utenza fissa. «Ciao nonna, ho fatto un acquisto su internet e ho già dato un anticipo. Ora stanno arrivando a consegnare il pacco: per favore, paga il resto altrimenti perdo tutto». A questo punto il falso nipote chiede all’anziana il numero di cellulare, con la scusa di non averlo a portata di mano e di doverlo fornire al corriere per effettuare la consegna. Dopo pochi secondi, arriva una chiamata sul telefonino e, in rapida successione, alla porta si presenta il sedicente corriere. In base a un primo, sommario identikit, si tratta di un giovane di circa 25 anni, italiano. La padrona di casa, senza troppe resistenze, gli consegna i 2.800 euro richiesti. E qui scatta il raggiro nel raggiro: il truffatore, anziché arraffare le banconote e fuggire, finge di ricevere la telefonata di un fantomatico direttore. «Signora, mi dispiace: mi hanno appena comunicato che c’è stato un errore nell’importo da consegnare: deve pagare altri 2mila euro». E l’anziana, anche in questo caso, cade nel tranello. Subito dopo, il malvivente saluta e va via. A distanza di circa un’ora e mezza, e dopo aver raccontato tutto al figlio, la 77enne comprende di essere stata ingannata. Ma ormai è troppo tardi: nel pacco ci sono tre succhi di frutta. Sul posto, per raccogliere la denuncia e avviare le indagini, arrivano i poliziotti della Squadra Volante, coordinati dal vice questore aggiunto Antonello Fratamico. Ora gli accertamenti sono portati avanti dagli investigatori della Mobile, guidati dal commissario Nicoletta Giuliante.
I CONSIGLI Cosa fare per evitare le truffe? Oltre ai consigli che indichiamo in tabella, un deterrente potrebbe essere quello di rimuovere il numero dall’elenco telefonico, utilizzato dai malintenzionati per arrivare alle vittime. E ancora: non date mai il numero di cellulare agli sconosciuti che vi telefonano a casa, perché è possibile che sia un modo per tenere occupate entrambe le utenze e non permettervi di lanciare l’allarme o verificare le informazioni con un parente. Un’altra raccomandazione è quella di avvisare le forze dell’ordine anche se il tentativo di truffa va a vuoto: i criminali potrebbero essere fermati prima di bussare a un’altra porta.
L’IPOTESI Non è da escludere che i malviventi entrati in azione giovedì facciano parte della banda – con base operativa a Napoli e tentacoli protesi in tutta Italia – di cui erano componenti i due uomini arrestati qualche mese fa con l’accusa di aver portato via migliaia di euro a un teatino di 92 anni e a una lancianese di 79. Non solo: un’inchiesta della procura partenopea, arrivata alla svolta meno di un anno fa, ha svelato come, dietro ad azioni criminali di questo tipo, si nascondano le mani della camorra. Non a caso, ci sono anche pensionati di Chieti e provincia tra le vittime di sette gruppi di malviventi napoletani che, per anni, hanno battuto l’Italia in lungo e in largo a caccia di persone deboli da depredare: a gestire quelle «batterie» pronte a tutto era il clan camorristico Contini.
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