Anziani in coda sotto al sole per il vaccino

22 Luglio 2022

Guardiagrele. Quarta dose anti-Covid, protesta Scioli (Psi): situazione indecente, siamo al caos totale

GUARDIAGRELE. Disservizi e disorganizzazione al centro vaccinale del locale ospedale Santissima Immacolata, stanno procurando enormi disagi ai cittadini over 60 che in questi giorni si presentato nella struttura sanitaria per farsi sottoporre alla somministrazione della quarta dose del vaccino anti-Covid.
A denunciarlo, è il segretario provinciale del Partito ocialista, Giovanni Scioli. «Lo scorso mercoledì pomeriggio», sottolinea l' esponente socialista, «come tanti altri over 60, sono andato nel locale ospedale per la vaccinazione e sono stato testimone di una situazione a dir poco incresciosa. Ho trovato infatti una folla di persone appollaiata su una pensilina esterna che, sotto un sole cocente, con tutti gli immaginabili disagi, attendeva l'arrivo del proprio turno, per entrare all' interno della struttura, non però nel nuovo centro vaccinale, che rimane purtroppo ancora chiuso, ma nella vecchia stanza vaccinazioni».
Scioli, evidenzia quindi che, dopo i numerosi appelli e inviti alla vaccinazione con e senza prenotazione, fatti in vista di un possibile nuovo picco del virus a fine agosto, la situazione venutasi a creare all’ospedale guardiese è allarmante e sta scatenando una vera e propria guerra tra poveri.
«Nessuno», evidenzia Scioli, «era presente a controllare la fila delle persone e sulla pensilina: il distanziamento, così ampiamente raccomandato, era impossibile da realizzare, così come era impossibile controllare quali erano le cosiddette persone fragili che avevano giustamente diritto alla precedenza. Quello che si avvertiva», aggiunge Scioli, «era solo il caos totale che ha letteralmente esasperato le tante persone anziane presenti, che si sono domandate come mai in un ospedale quasi vuoto, non possono essere organizzati per questo servizio dei turni da parte di medici ed infermieri».
Scioli, a tal riguardo, precisa infatti che a prestare servizio vi erano solo un medico e due infermieri, in una situazione a dir poco critica, che non rispettava nemmeno i più elementari criteri di sicurezza.
«Con tante ore esposti al sole, ad oltre 36 gradi di temperatura», osservail segretario del Psi Scioli, «è stato solo un miracolo che qualcuno degli anziani in attesa non si sia sentito male. In questa situazione, con i media nazionali e regionali che continuano a sollecitare gli over 60 a vaccinarsi, ci domandiamo allora, perché nel territorio chietino, non si aprono gli hub vaccinali? Il nostro direttore sanitario», conclude Scioli, «si rende conto che non vengono in alcun modo garantiti i livelli minimi di assistenza?».
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