«Appelli a vuoto» Il rifugio Pomilio chiude fino a sabato
RAPINO. Dopo gli appelli a vuoto lanciati ai politici, il gestore del rifugio Pomilio, sulla Maielletta, ha deciso di chiudere fino a sabato per motivi di sicurezza a causa dell’impossibilità di...
RAPINO. Dopo gli appelli a vuoto lanciati ai politici, il gestore del rifugio Pomilio, sulla Maielletta, ha deciso di chiudere fino a sabato per motivi di sicurezza a causa dell’impossibilità di raggiungere il posto. Il problema è quello della strada sbarrata dalla neve e dalla mancata volontà degli enti responsabili di sgomberarla. Gli appelli sono caduti nel vuoto, o meglio, sono rimpallati da una parte all’altra senza che nessuno tra Parco, Anas, Provincia - chiamati a rispondere più volte dal gestore - dessero un minimo segnale. Il gestore Roberto D’Emilio ha comunicato la decisione di sospendere l’attività del rifugio Pomilio al Club alpino (Cai) manifestando la propria rabbia contro «il completo disinteresse delle autorità affinché lo stesso rifugio di categoria AB sia raggiungibile con la strada statale 614». D’Emilio aveva già espresso la sua rabbia ad inizio gennaio quando nessuno pulì la strada, il rifugio rimase isolato e dovette disdire tutte le prenotazioni per questioni di sicurezza.
Il presidente del Cai Eugenio Di Marzio ha colto l’occasione per scrivere una lettera al prefetto, al presidente della Regione, a quello della Provincia, del Parco Majella e al sindaco di Rapino, per richiedere un incontro urgente, l’ennesimo, sul tema della riapertura della strada nel periodo invernale. Di Marzio torna a far leva sul fatto che si tratta di un presidio di interesse strategico per la prevenzione e il soccorso nella parte alta della Maiella. Argomenti che spesso passano in secondo piano fino a quando si verifica la tragedia.
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