Appello non accolto Il Comune deve pagare 300mila euro
TORREVECCHIA TEATINA. La Corte d’appello di Milano non accoglie le richieste del Comune, dando ragione alla Methanpower, società austriaca che voleva costruire a Torrevecchia Teatina un impianto di...
TORREVECCHIA TEATINA. La Corte d’appello di Milano non accoglie le richieste del Comune, dando ragione alla Methanpower, società austriaca che voleva costruire a Torrevecchia Teatina un impianto di trattamento rifiuti. L’arbitrato non viene sospeso e il Comune dovrà pagare circa 300 mila euro.
Nel 2012 l’amministrazione comunale guidata dall’attuale sindaco Katja Baboro si impegnò con la società austriaca per la realizzazione impianto, salvo poi ripensarci due anni dopo. Methanpower, estromessa da un giorno all’altro, ha fatto ricorso in tribunale che nel 2015 emette una sentenza favorevole accogliendo le sue ragioni. Nel luglio 2016, contro tale arbitrato il Comune ha presentato appello chiedendo una sospensiva. Il responso dal tribunale di Milano è giunto il 10 gennaio scorso: sospensiva rigettata. Si attende ora l'emissione del giudizio finale fissato per il gennaio del 2018. Ma mentre si prevede un orizzonte fosco, con nuovi pignoramenti ai danni del Comune, sabato prossimo si affronterà tutta la questione, nel corso di un consiglio comunale richiesto dal gruppo consiliare d'opposizione Il Girasole. «In paese emerge chiaro il disagio che si avverte», commenta Nando Marinucci, leader dell’opposizione, «meno chiaro invece l'imbarazzo fra le fila degli amministratori, forse ancora ignari di cosa stia succedendo veramente, incredibile comunque il silenzio e la distanza dei primi fiancheggiatori della Baboro. Dileguare il tutto nel silenzio mediatico, scaricare la Baboro e rilanciare, in vista delle prossime elezioni, con il rampante giovane vicesindaco, nipote dell'ex sindaco Mincone, rampollo di famiglia. Fin troppo facile disegnare il quadro politico di maggioranza per il futuro, molto meno facile invece è trovare giustificazioni al disastro amministrativo degli ultimi due mandati e cercare di uscire dall'intreccio della matassa socio politico attuale». (a.i.)

