Area verde venduta FdI va all’assalto della giunta Pupillo

30 Marzo 2021

LANCIANO. Chiede le dimissioni dell'amministrazione Pupillo il direttivo di Fratelli d'Italia che interviene sulla vicenda dell'area verde pubblica venduta a un privato, all'insaputa, così come...

LANCIANO. Chiede le dimissioni dell'amministrazione Pupillo il direttivo di Fratelli d'Italia che interviene sulla vicenda dell'area verde pubblica venduta a un privato, all'insaputa, così come spiegato da più parti, di diversi consiglieri e componenti della maggioranza. Ma per gli esponenti locali del partito di Giorgia Meloni, che ribadisce il voto contrario a tutto il piano di alienazioni comunali e anche alla variazione arrivata in aula di consiglio lo scorso 27 agosto, il problema è a monte.
«Sappiamo bene come lasciare le aree verdi comunali nell’incuria più totale è prassi per questa amministrazione da pollice verde», si legge in una nota del direttivo. «La loro spiccata vocazione ecologica emerge forte e decisa in luoghi quali il Cemental park (futuro Parco Valente nell'ex ippodromo di villa delle Rose, ndc), dove al verde hanno preferito il grigio, o come il Parco Diocleziano, elevato a giungla metropolitana o come i vari parchetti sparsi in città, dimore abituali di ratti e blatte. Fra le tante zone verdi abbandonate si conta l’ormai famosa area in piazza Eraldo Miscia», prosegue Fratelli d'Italia. «Qui, a porre rimedio alle lacune amministrative sulla cura del verde pubblico, è stato proprio l’acquirente (confinante del piccolo parco, ndc) che stanco dell’incuria in cui versava l’area, ha provveduto per anni al taglio di erbacce e alla potatura degli ulivi, contribuendo alla valorizzazione dello spazio comune. Alla proposta di alcuni di affidar loro la gestione diretta dell’area, il Comune, tutt’altro che distrattamente, ha pensato bene di monetizzare l’opportunità, dunque rispondendo no alla possibilità della gestione diretta (nel quale il comune sarebbe rimasto proprietario), ma approvando la vendita all’asta al privato più interessato, con la promessa di inserire nel listino delle “eccedenze” altri spazi pubblici attigui».
Il gruppo di Fdi incalza: «Dal centrosinistra solo fuffa e confusione: nonostante la vendita di quell’area fosse programmata da anni, continuano a sostenere si sia trattato di un errore momentaneo, di una svista. Ci chiediamo: per quanto tempo si è protratta la “svista”? E per quanto tempo ancora l'amministrazione in carica pensa di celare la sua totale incompetenza, farcita di malafede, rigettando sul fato e sulla cittadinanza colpe ed oneri che non appartengono né all'uno, né agli altri? Quando, invece di arrampicarsi sugli specchi, l'amministrazione penserà seriamente alle dimissioni? E chi risarcirà quei residenti che si sono visti strappare il verde pubblico sotto casa? Chi risarcirà quel lancianese che legittimamente (con tanto di atto notarile), ha acquistato ciò che il Comune ha prima messo in vendita ed oggi, pentito, chiederebbe indietro? Come sempre la risposta è implicita: a pagare è sempre Lanciano, la sua storia e la sua dignità».
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