Aree incolte e abbandonate Ora c’è la Banca della Terra

13 Febbraio 2018

ATESSA. Anche Atessa partecipa alla “Banca della Terra”, istituita con legge regionale del 2015 (regolamento emanato dal presidente della giunta regionale il 3 febbraio 2017) e finalizzata alla...

ATESSA. Anche Atessa partecipa alla “Banca della Terra”, istituita con legge regionale del 2015 (regolamento emanato dal presidente della giunta regionale il 3 febbraio 2017) e finalizzata alla rimessa a coltura delle terre incolte o abbandonate, pubbliche o private. La Banca della Terra d’Abruzzo consiste in un inventario pubblico dei terreni abbandonati o incolti sia pubblici che privati, al fine del loro recupero, tramite concessione a terzi, per uso produttivo agricolo. Si considerano abbandonati o incolti: i terreni coltivabili ed i fabbricati rurali che non siano stati destinati ad uso produttivo da almeno due annate agrarie, ad esclusione dei terreni che sono oggetto di impegni derivanti dalla normativa europea; i terreni già destinati a colture agrarie e a pascolo in cui si sono insediate formazioni arbustive. Si considerano insufficientemente coltivati i terreni le cui produzioni ordinarie, unitarie medie, dell’ultimo triennio non abbiano raggiunto il 40% di quelle ottenute, per le medesime colture, nello stesso periodo in terreni della medesima zona. Nelle zone dove esistono terreni serviti da impianti d’irrigazione, la comparazione necessaria ai fini previsti dal precedente periodo è effettuata con le produzioni unitarie dei terreni irrigui. I soggetti interessati, proprietari e titolari di altri diritti reali di terreni incolti o abbandonati, possono iscrivere il proprio terreno alla Banca della Terra d’Abruzzo – Comune di Atessa entro il prossimo 28 febbraio. La Regione Abruzzo provvede all’assegnazione temporanea dei beni dichiarati disponibili ed inseriti nell’elenco della Banca della Terra, specificando le condizioni necessarie per la conservazione del patrimonio agricolo forestale che prevede, in particolare, l’uso per il quale il bene viene concesso. Viene specificata anche la durata dell’assegnazione e l’ammontare del canone che deve essere corrisposto dall’assegnatario ai proprietari. (m.d.n.)