Ari piange il giovane morto col trattore

2 Febbraio 2018

Oggi pomeriggio i funerali del 28enne schiacciato dal mezzo agricolo mentre era nei campi. In paese è in lutto cittadino

ARI. «Ora sei tu quello che è partito e che non tornerà. Senza preavviso, senza l’ultima piadina post avventura. Senza più quel modo logorroico di parlare e raccontare stronzate per strapparci qualche risata in gruppo. Senza il tuo modo di imitare gli scarichi dello Scania. Le uscite in macchina senza una meta e quelle improvvise all’avanscoperta. Gli approcci in dialetto in discoteca. La risata contagiosa. Il tuo modo d’essere speciale». Nelle parole dell’amico Stefano c’è tutto il profondo dolore per la scomparsa di Massimo Di Prinzio, ventottenne di Ari, morto mercoledì pomeriggio sotto un trattore tra i campi al confine tra Villamagna e Miglianico, nella zona che si trova dietro al ristorante La Baracca. Il mezzo agricolo avrebbe dovuto girare a una semicurva di una strada agricola, ma invece ha proseguito dritto, finendo nella scarpata verso il letto del fiume Foro. Per Massimo, che gli amici chiamavano Dennì, non c’è stato scampo.
Il paese di Ari si è fermato. Il sindaco Marcello Salerno ha proclamato il lutto cittadino. I funerali si tengono oggi alle ore 15 nella chiesa parrocchiale. Ci saranno il padre Romano, il fratello Fabio, la sorella Federica, la madre Patrizia. E insieme a loro tutto il paese.
Massimo amava il lavoro in campagna. Da quando aveva smesso di lavorare in una delle aziende della Val di Foro aiutava nei campi il padre Romano, socio della Cantina di Ari. Da giovane aveva corso in bicicletta con l’Acqua e Sapone e nutriva una grande passione per i grossi camion, soprattutto gli Scania. Al di là del lavoro e della famiglia, il suo tempo lo passava con gli inseparabili amici. Era l’anima della compagnia, quello col sorriso e la battuta pronta. E ora gli amici lo rimpiangono ancora increduli e sconvolti dal dolore. «Eri e rimarrai per sempre il più grande spettacolo della natura»: è l’ultimo messaggio che uno di loro, Emanuele, lascia su Facebook. (a.i.)