Arielli commemora l’eccidio di Villa Carloni Oggi le cerimonie in ricordo dei 19 civili uccisi ottant’anni fa dai nazisti in una grotta della contrada

ARIELLI. Ottant’anni dopo l’eccidio di Villa Carloni, Arielli ricorda e commemora la tragedia nella quale persero la vita diciannove innocenti in una delle più crudeli stragi perpetrate in Abruzzo...
ARIELLI. Ottant’anni dopo l’eccidio di Villa Carloni, Arielli ricorda e commemora la tragedia nella quale persero la vita diciannove innocenti in una delle più crudeli stragi perpetrate in Abruzzo dai soldati nazisti. Era la notte tra il 20 e il 21 aprile del 1944, quando un nutrito gruppo di persone trovò rifugio in una grotta utilizzata di solito come rifugio antiaereo.
«Mi trovavo con la mia famiglia sfollato in una masseria di Villa Carloni», ha raccontato Giuseppe Di Carlo, unico superstite della strage venuto a mancare negli anni scorsi, «cinque soldati tedeschi entrarono nella grotta dietro la masseria, che ispezionarono, e subito dopo entrarono nella masseria. Ci obbligarono a entrare nella grotta dove si trovavano altre persone che dormivano. Li svegliarono e perquisirono tutti, togliendo moneta e valori. Spensero l’unica candela accesa e, usciti fuori, gettarono tre bombe a mano dentro». Così persero la vita in diciannove: il più piccolo, Gabriele Di Carlo, aveva appena 8 mesi; gli altri bambini vittime dell’eccidio furono Angelo Di Carlo (7 anni), Anna Di Carlo (8), Maria Di Carlo (8) e Salvatore Di Carlo (7); morirono inoltre Lilla Cipollone (51 anni), Luigi Cipollone (79), Giacinto De Grandis (68), Camilla Della Barba (41), Antonio Di Carlo (18), Domenico Di Carlo (47), Francesco Di Carlo (87), Maria Vincenza Di Carlo (50), Domenica Di Fabio (62), Anna Lanci (65), Angeladea Monaco (75), Maria Monaco (37), Maddalena Scarinci (82) e Angiolina Rizzacasa (76).
Il Comune aveva organizzato una manifestazione per il giorno esatto della ricorrenza, rinviata però per maltempo. Perciò oggi alle 10 viene inaugurata la stele con i nomi delle vittime in via Roma, e intorno alle 11 viene scoperta una lapide presso la grotta. Ci saranno, tra gli altri, la figlia del Di Carlo superstite e una pronipote di una delle vittime che «per troppo tempo», come sottolinea Catia Benarrivato, sindaco di Arielli, «non sono state celebrate. Un tempo che rischia di far dimenticare totalmente l’accaduto. Allo scoccare dell’ottantesimo anniversario, è doveroso rendere omaggio alle vittime di quella barbarie poiché il loro sacrificio serva da monito per le nuove generazioni e a cementare i valori della nostra società».
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