Arrestato con 2mila foto di bambini nudi

6 Novembre 2014

Un teatino di 46 anni finisce nella trappola della Polpost, le immagini ritraggono piccoli di 3 anni

CHIETI. Sui suoi telefoni cellulari aveva oltre 2.000 immagini e video pedopornografici. Ritraevano bambini sessualmente abusati o in atteggiamenti pornografici. Numerose vittime avevano un'età che a una prima valutazione è sembrata inferiore ai tre anni. A trovare l'ingente materiale pedopornografico sono stati gli agenti della polizia di stato che hanno arrestato, in flagranza di reato, il proprietario degli smartphone incriminati, un uomo di 46 anni residente a Chieti.

Agenti specializzati in questo settore, appartenenti alla sezione Cyber crime del compartimento della Polizia postale e delle comunicazioni di Pescara, hanno eseguito una perquisizione nell'abitazione del teatino e hanno ritrovato i cellulari, più di uno, sulle cui memorie sono stati ritrovati video e immagini. L'analisi delle apparecchiature elettroniche ha permesso di far capire agli agenti che foto e video il quarantaseienne non li teneva solo per sé ma li condivideva con altri. E su questi altri adesso vuole chiudersi il cerchio dell'indagine del pubblico ministero della Procura distrettuale dell'Aquila, Simonetta Ciccarelli. L'inchiesta, infatti, non è ancora conclusa ed è possibile che arrivi ad intercettare un giro allargato di persone che si scambiano tra loro materiale pedopornografico, reato punito a norma dell'ultimo comma dell'articolo 600-quater del codice penale, che colpisce chiunque si procura o detiene materiale pornografico realizzato utilizzando minori. Il reato, tra l'altro, prevede un aumento di pena qualora il materiale detenuto sia di ingente quantità, come in questo caso. Intanto il tribunale di Chieti, nell'udienza di martedì pomeriggio svoltasi per direttissima, ha convalidato l'arresto effettuato dagli agenti di polizia. Ora si lavora per trovare gli altri. «L'analisi dei telefoni nella disponibilità dell'uomo - conferma la dirigente della Polizia postale di Pescara, Elisabetta Narciso - ha permesso agli esperti della polizia delle comunicazioni, almeno dai primi risultati, di acquisire elementi che sembrerebbero evidenziare da parte dell'arrestato, pregressi scambi con altri utenti di foto e video ritraenti minori coinvolti in attività sessuali esplicite attraverso alcuni social network».

«Purtroppo la diffusione di internet ed il proliferare di programmi informatici che permettono il cosiddetto 'file Sharing', ossia lo scambio di file tra utenti connessi tra loro con appositi server, e più recentemente dei social network, ha amplificato tra gli altri anche il fenomeno della diffusione di materiale pedopornografico facilitandone evidentemente anche la fruizione on line e la detenzione. Ma nel 2006 il legislatore ha ulteriormente inasprito le pene ».