Arresti alla Blutec, timori in Val di Sangro

Presidente e amministratore ai domiciliari per malversazione ai danni dello Stato. In assemblea 200 dipendenti: stipendi a rischio
ATESSA. Terremoto alla Blutec spa, società che ha rilevato lo stabilimento di Termini Imerese e che possiede sedi sparse in tutto il territorio italiano, tra cui, ad Atessa, lo stabilimento che oggi ha il nome di Ingegneria Italia, ma che dipende sempre dal medesimo gruppo.
I FATTI. Il presidente del consiglio di amministrazione Roberto Ginatta e l’amministratore delegato Cosimo di Cursi della Blutec Spa sono stati posti agli arresti domiciliari dalla Guardia di finanza di Palermo con l'accusa di malversazione ai danni dello Stato. Contestualmente, è stato emesso un decreto di sequestro preventivo dell’intero complesso aziendale e delle relative quote sociali della Blutec, nonché delle disponibilità finanziarie, immobiliari e mobiliari riconducibili agli indagati fino all'importo di 16 milioni e 516mila euro.
LE ACCUSE. La Procura di Termini Imerese sostiene che i vertici Blutec abbiano “distratto ingenti finanziamenti pubblici erogati da Invitalia (per conto del ministero dello Sviluppo Economico), per sostenere il programma di sviluppo finalizzato alla riconversione e riqualificazione del polo industriale di Termini, che prevedeva la realizzazione di una nuova unità produttiva nell’ex stabilimento Fiat, per la produzione di componentistica automotive. A partire dal dicembre 2016, sono stati erogati alla società circa 21 milioni a titolo di anticipazione. Tuttavia almeno 16 dei 21 milioni di contributi pubblici non sarebbero mai stati impiegati per i fini progettuali previsti, né restituiti a scadenza delle condizioni imposte per la realizzazione del progetti il 31 dicembre 2016, termine poi prorogato fino al 30 giugno 2018”.
LE CONSEGUENZE IN ABRUZZO. L’arresto dei dirigenti e il sequestro della Blutec getta nello sconforto un intero territorio. Lo stabilimento di Ingegneria Italia, risultato di una cessione di ramo di azienda della Blutec, impiega in Val di Sangro 200 dipendenti per la realizzazione di longheroni e traverse sottoplancia da destinare ai furgoni commerciali costruiti in Sevel. È l’unica fabbrica in grado di effettuare questo tipo di rifornimento e legata da un contratto e da codici produttivi ben precisi. Ma da mesi le cose non vanno bene. Problemi nella gestione finanziaria, nell’erogazione degli stipendi, guasti improvvisi, scarsa sicurezza e cattiva manutenzione dello stabilimento - nessun investimento è stato effettuato da diverso tempo, nonostante l’importanza degli ordinativi Sevel - hanno provocato diversi fermi improvvisi delle lavorazioni che si sono trasformati in altrettanti stop in Sevel. Una situazione che ha provocato milioni di euro di danni e il blocco di un intero indotto legato alla fabbrica dei furgoni. In queste settimane Ingegneria Italia è al centro di una delicata trattativa per essere ceduta alla Ma srl, trattativa che, tuttavia, stava procedendo a rilento a causa della mancata presentazione di parte della documentazione da parte di Ingegneria Italia.
I TIMORI. Con il blocco dei conti Blutec i dipendenti, riuniti ieri in assemblea, temono che salti anche il pagamento degli stipendi e del premio di risultato previsti il 15 del mese. Nonostante l’arrivo di un commissario che si occuperà della gestione dei vari stabilimenti italiani del gruppo, il rischio che siano bloccati gli stipendi è concreto.
LE REAZIONI. Usb, Failms, Fim, Uilm e Fismic tornano a sollecitare con urgenza un tavolo al Mise per affrontare la questione. Per tutti è di «fondamentale importanza consolidare la vendita alla Ma srl per salvaguardare 200 posti di lavoro». Una parte dei sindacati insiste anche che si «continui a lavorare per preservare la commessa Sevel e dunque l’occupazione per 200 famiglie». Oggi alle 10 l’Usb ha convocato una conferenza stampa davanti ai cancelli dello stabilimento.
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