Arrivano le autobotti Per far fronte alla siccità
Vasto e San Salvo, Comune e Protezione civile adottano misure eccezionali I primi cittadini, Menna e Magnacca, chiedono aiuto anche alle associazioni
VASTO. Crisi idrica: la Regione dichiara lo stato di emergenza nel Vastese. A confermarlo è il sindaco di Vasto, Francesco Menna, che da giorni è in contatto con la prefettura di Chieti ed ha programmato interventi con la Protezione civile. Davanti ad una crisi idrica senza precedenti, dovuta a un lungo periodo di siccità, aggravato dalle elevate temperature estive e dai rilevanti afflussi turistici che hanno determinato un considerevole aumento delle esigenze idropotabili, le istituzioni corrono ai ripari.
«La Regione cercherà di assicurare la fornitura di acqua potabile alla popolazione mediante autobotti. Abbiamo ottenuto dal governo regionale quanto chiesto per far fronte ad una situazione eccezionale», sottolinea il sindaco Menna. «In questo territorio la siccità ha colpito più che altrove. Stiamo seguendo giorno per giorno la situazione e lavorando per rispondere al meglio alle necessità imposte da una crisi idrica importante con l'uso di autobotti anche da parte di associazioni private».
GLI AGRICOLTORI. La Regione è inoltre in costante contatto con il commissario del Consorzi di bonifica Sud, Franco Amicone. «Sarà fatto il possibile per limitare i disagi agli agricoltori, alle industrie, agli istituti di assistenza, all'ospedale, oltre naturalmente ai cittadini», assicura Menna.
Le previsioni meteo purtroppo sono impietose e la diga di Chiauci (Isernia) si avvia verso l'esaurimento: è completamente a secco ed ha autonomia d'acqua stimata non oltre domani, domenica 27 agosto. Amicone, commissario del Consorzio di Bonifica Sud Vasto lo ha confermato ieri ai presidenti delle Regioni Abruzzo e Molise, Luciano D'Alfonso e Paolo Di Laura Frattura e ai prefetti di Chieti e Campobasso. Allertate dal sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, i gruppi della Valtrigno e Arcobaleno e Fir cb San Vitale.
REAZIONE DI COPAGRI. La nota di Amicone non ha sorpreso il mondo agricolo vista la scarsità di precipitazioni. «Plaudiamo allo sforzo organizzativo compiuto sinora dal Consorzio di bonifica Sud per aver garantito il minimo vitale. Ma non possiamo sottacere alcune mancanze».
Quali mancanze? «Si è perso del tempo nell'alzare le paratie della diga di Chiauci per accumulare l'acqua sino alla capienza massima quando ci sono state le abbondanti piogge e nevicate. Così come la programmazione dei sacrifici da sopportare tra l'uso civile, agricolo ed industriale è forse partita tardi».
LA CRITICA DI FEBBO. Severo il giudizio del consigliere regionale Mauro Febbo, presidente della commissione vigilanza. «Il problema era conosciuto da mesi e nulla è stato fatto. I continui allarmi e appelli lanciati dall’attuale commissario del Consorzio di bonifica Sud Franco Amicone hanno solo il sapore di una disfatta e del poco lavoro messo in campo per arginare l’attuale emergenza idrica. Dopo il suo scontato appello ad evitare gli sprechi di acqua del mese di luglio», aggiunge, «e la sua preoccupazione nel diffondere notizie circa la pochissima acqua rimasta ancora nell’invaso di Chiauci, vorremmo conoscere quali interventi sono stati intrapresi dall’ente per fronteggiare l’emergenza idrica. Soprattutto sapere se Amicone ha chiesto all’Ufficio Dighe l’autorizzazione all’innalzamento della quota per invasare ulteriori due milioni di metri cubi di acqua. Che, in questo periodo, sarebbero risultati preziosi».

