Arrivano venti profughi e in paese scoppia la rissa

Schiavi, riunione infuocata tra Comune, residenti e coop che ospiterà gli africani Il sindaco Piluso: «Ho perso la calma, ho sbagliato, ma non ho sfiorato nessuno»
SCHIAVI DI ABRUZZO. Arriveranno domani in pullman da Chieti i venti profughi nordafricani che hanno chiesto asilo politico all’Italia. La decisione è stata presa dalla prefettura al termine di una lunga riunione nel corso della quale è stata condivisa e accolta la richiesta del primo cittadino, Luciano Piluso, di ridurre di due terzi il numero del profughi e adeguarlo a quello dei residenti. Non più 70 stranieri, quindi, ma 20.
La comunicazione è stata data ai cittadini giovedì sera nel corso di un faccia a faccia al quale ha partecipato anche Simone Caner, il legale rappresentante della società che ha deciso di prendere in gestione una struttura a Colle Pizzuto per accogliere i profughi. La riunione è stata preceduta da momenti di tensione. Le contestazioni di alcuni residenti contro l’amministrazione comunale hanno fatto infuriare il sindaco, Luciano Piluso che urlando ha invitato una donna a lasciare la sala. Le immagini del sindaco infuriato sono finite facebook. «Ho sbagliato a perdere la calma», ammette Piluso. «Ma ho solo alzato la voce. Non mi sarei mai permesso di alzare le mani su una donna. Non l’ho mai fatto e mai lo farò. Chi ha scritto questo ha danneggiato gravemente la mia immagine. Ho parlato con il mio legale, l’avvocato De Simone, e oggi stesso prenderò provvedimenti per tutelare il mio nome», afferma Piluso annunciando quindi anche uno strascico giudiziario. Chi ha partecipato alla riunione conferma che la tensione iniziale è scemata mano a mano che sono arrivate notizie più tranquillizzanti.
Come detto domani arriveranno 20 profughi. «A fine marzo è prevista una riunione nel corso della quale sarà fatto il bilancio del primo mese di convivenza e si deciderà se è possibile aumentare gli ospiti e, in caso affermativo, quanti altri profughi potranno arrivare in paese», fa sapere Piluso.
Il primo gruppo di profughi resterà a Schiavi per sei mesi e poi sarà sostituito con un altro gruppo. Il programma di ospitalità dovrebbe durare quattro anni. Tanti sono gli anni che la cooperativa Matrix ha preso in gestione l’ex albergo di Colle Pizzuto. «Ogni nuova decisione sarà condivisa con la popolazione», assicura Piluso smentendo anche la nascita romana di un Comitato contro i profughi stranieri. «Alla riunione di giovedì erano presenti diversi cittadini che hanno partecipato al conviviale romano ma loro stessi hanno negato la costituzione di un apposito comitato», insiste il sindaco. «Che i cittadini fossero spaventati dal numero di migranti in arrivo - all’inizio 70, ndc - è comprensibile considerato che nel centro storico vivono meno di duecento residenti. Questo, però, non significa che la popolazione di Schiavi sia razzista o contro l’ospitalità legale», insiste Piluso.
Intanto, però, i carabinieri si stanno preparando ad accogliere i profughi. L’ora dell’arrivo del bus non è stata comunicata. «Questo è un paese tranquillo e non avvezzo alle proteste. I cittadini hanno preso atto delle decisioni della prefettura. Ogni valutazione ed eventuale rimostranza è rinviata a fine marzo quando ognuno di noi sarà in possesso di maggiori elementi di valutazione», conclude il primo cittadino. (p.c.)
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