Arrivati a Ortona i 38 disperati: parte la macchina dell’accoglienza

Primi accertamenti sanitari a bordo della nave prima dello sbarco e della sistemazione in Abruzzo La Ong basca li aveva salvati cinque giorni fa: c’è anche un neonato; sette i minori non accompagnati
ORTONA. Sani e salvi. I 38 migranti sono arrivati nella notte nel porto di Ortona intorno a mezzanotte e mezza con l’imbarcazione Aita Mari della Ong basca Salvamento Marítimo Humanitario. Estremamente provati e spaventati, sono arrivati dopo almeno cinque giorni di viaggio in mare. Diciotto minori non accompagnati, 11 donne, da verificare se qualcuna in gravidanza, 7 uomini, un bimbo di 2 anni e un neonato di 7 mesi con le rispettive madri: questo il capitale umano che ha sfidato il Mediterraneo con la speranza di una vita migliore.
Una volta entrata nelle acque della giurisdizione del circondario di Ortona, l’imbarcazione è stata soccorsa dai militari della capitaneria di porto che, attraverso l’impiego dei propri mezzi nautici, l’ha accompagnata fino a raggiungimento della banchina di riva dove è avvenuta l’operazione di ormeggio. Un primo screening per accertare lo stato di salute dei migranti ed effettuare tamponi Covid-19 è stato fatto a bordo dall’Usmaf (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera) di Pescara. La Croce rossa italiana ha allestito nel porto di Ortona una tensostruttura per i positivi con tre ambulanze e un pulmino: qui hanno operato 4 assistenti sociali della Asl Lanciano Vasto Chieti, coadiuvati da altri due del Comune di Ortona, tre psicologi della Asl e un pediatra. Un infermiere è stato impiegato nel sito destinato ai positivi al Covid. L’attività di triage è stata eseguita da due medici e quattro infermieri del 118 con due ambulanze: una medicalizzata e una automedica.
Nelle operazioni che hanno accompagnato lo sbarco sono stati impiegati tre mediatori culturali. È stata allestita anche un’area ampia, coperta e riscaldata, per servire pasti e generi di conforto.
Riguardo alla collocazione dei migranti, 7 minori non accompagnati saranno sistemati in strutture “Sai”: quattro posti in provincia di Pescara e tre in provincia di Chieti; per gli altri 11 minori è in via di individuazione e successiva attivazione un centro di accoglienza straordinario temporaneo in provincia di Chieti, da cui poi in breve tempo dovranno essere trasferiti ai “Sai” per minori. Venti adulti e due bambini di 7 e 24 mesi saranno collocati, d’intesa con la prefettura dell’Aquila, nelle province di L’Aquila, Pescara e Teramo.
Sul posto anche il senatore Michele Fina: «Mi è sembrato doveroso, vista la carica che ricopro, essere presente qui con tutta l’attenzione che vicende come questa meritano», ha dichiarato, peraltro reduce dalla conversione in legge del decreto in materia di immigrazione contro le ong, «il mio vuole essere solo un gesto di attenzione e vicinanza. Inoltre voglio seguire con attenzione la dislocazione di queste donne e uomini ma soprattutto dei minori, nelle varie provincie».
Un cordone operativo quello che si è azionato per questa vicenda, gestito dalla prefettura di Chieti e che ha visto coinvolti numerosi soggetti e organi che hanno prestato le proprie competenze, ognuno per la sua area di intervento. Soddisfatto dello svolgimento dell’intera procedura anche il sindaco Leo Castiglione. «La macchina organizzata per l’accoglienza di questi 38 migranti», ha detto, «si è rivelata all’altezza della situazione, la divisione dei compiti è stata perfettamente funzionale alla buona riuscita delle operazioni». Inoltre il primo cittadino parla del Centro operativo comunale: «Il Coc anche questa volta ha dato prova della sua efficienza così come fu per il difficile periodo della pandemia». L’intera operazione, compreso lo screening sanitario per tutti i migranti e la parte amministrativa di competenza delle forze dell’ordine, è durata complessivamente alcune ore.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

