Arrivati i primi sedici malati non gravi

Atessa. Cominciato il trasferimento da Chieti. Cipollone (Medicina): «Così lasciamo al policlinico i casi più complessi»
ATESSA. I primi dieci pazienti affetti da coronavirus sono arrivati alle 16 al San Camillo mentre altri sei alle 19. Sono giunti dall’ospedale di Chieti con cinque ambulanze e un pulmino. Nell’atrio esterno c’erano alcuni medici e infermieri che li hanno accolti con un sincero «Benvenuti!». Hanno trovato la struttura accogliente e completamente nuova. Sono tutti pazienti meno critici, ossia stabili clinicamente e in degenza di osservazione. In alcuni casi sono malati con più patologie.
«I trasferimenti da Chieti saranno costanti» ha sottolineato Francesco Cipollone, direttore del dipartimento di Medicina della Asl, presente anch’egli ieri ad Atessa, «man mano che i pazienti avranno necessità di un regime assistenziale a minore intensità arriveranno qui. Con i medici che sono sul posto avremo un contatto costante, per seguire al meglio l’evoluzione del quadro clinico dei pazienti. Questa differenziazione del setting assistenziale ci permette di lasciare liberi a Chieti posti letto per pazienti che richiedono cure di maggiore complessità».
Al momento ad Atessa sono stati assegnati 15 infermieri, 9 operatori socio sanitari e 13 medici, ma la dotazione di personale sarà ampliata proporzionalmente al numero dei ricoverati.
Intanto il direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Thomas Schael, ha disposto l'acquisto della Tac 64 strati, accantonando l’ipotesi iniziale di un noleggio: «Desidero che una tecnologia così evoluta resti un investimento per il territorio, che, a emergenza finita, rappresenterà per tutti una grande opportunità di diagnostica avanzata».
Da martedì prossimo chiuderà l’unità di Endoscopia e il responsabile, Andrea Rotolo, prenderà servizio a Lanciano. «Anche l’unità di Endoscopia, eccellenza atessana, ha preso il largo per volere della Asl. Il San Camillo è l’unica struttura della provincia dove non è stato trovato il modo di far convivere questa unità ospedaliera con il reparto dedicato ai malati Covid», afferma il sindaco Giulio Borrelli.
Sull'argomento interviene Angelo Muraglia, direttore sanitario della Asl Lanciano Vasto Chieti: «Non lasceremo nulla al caso e qualora ci fossero soluzioni le adotteremo. Non ci può essere promiscuità tra persone positive e altre no-Covid, che vanno per un esame endoscopico o per la biopsia. I settori non sono nettamente separati. Per evitare possibili esposizioni per il personale dipendente e i pazienti che accedono all’Endoscopia, si è deciso per motivi preventivi e precauzionali, fino a quando permane questa fase di emergenza, il trasferimento a Lanciano. Personalmente non lascerò nulla al caso e cercherò di trovare soluzioni che non compromettano la salute degli operatori e dei pazienti».
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