Arte a Radioterapia per battere la paura

29 Aprile 2018

Inaugurata la mostra dedicata alle donne malate di tumore Il primario Genovesi: «Così le nostre pazienti si rilassano»

CHIETI. Il reparto di Radioterapia come una galleria d’arte per accompagnare le donne in terapia per il cancro al seno. La mostra “Il sangue delle donne. Tracce di rosso sul panno bianco”, curata da Manuela De Leonardis, è sbarcata sulle pareti del reparto guidato dal primario Domenico Genovesi: in esposizione fino al 14 maggio prossimo ci sono le opere di 64 artiste. Un sostegno alle donne malate nella convinzione che anche l’arte può aiutare ad affrontare un periodo di malattia: «La mostra si pone l’obiettivo di contribuire alle tecniche di rilassamento attraverso l’arte», dice il primario. Promotore della mostra, visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19, è la onlus Il Tratturo, guidata da Mario Di Nisio, da sempre impegnata nella solidarietà per la Radioterapia.
«È un progetto artistico realizzato intorno al “pannolino”», racconta la curatrice De Leonardis che, nel dicembre 2013, ha trovato in un mercatino di Roma, tra vecchi merletti e indumenti da corredo, alcune pezze di lino che fino agli anni ’60 del secolo scorso, ripiegate e appuntate all’interno delle mutande con una spilla da balia, servivano per tamponare e assorbire il flusso mestruale. «Il legame concettuale e fisico tra il sangue delle donne e il “pannolino”, quindi, è strettissimo», dice la De Leonardis. Partendo da questa consapevolezza, la curatrice ha coinvolto in questa riflessione un gruppo complessivo di 64 artiste internazionali, consegnando loro una “pezza” su cui poter intervenire. «Nel reparto di Radioterapia», spiega la curatrice, «viene presentata una selezione di lavori che con tecniche e linguaggi diversi indagano gli aspetti emozionali e percettivi del tema (la nascita, la pubertà, la maternità, la menopausa, la sessualità, la violenza) dal punto di vista storico, sociale e psicologico». Le opere sono accompagnate da un testo scritto dalle autrici. Nelle mani di queste artiste la “pezza” è diventata ulteriore portavoce di riflessioni che vanno al di là dei confini di genere. «Lavori», dice la De Leonardis, «che sono pagine di un diario intimo che parla di vissuti personali o sollecita memorie che nel riaffiorare dall’oblio del passato trovano una loro ricollocazione nel presente».
Hanno collaborato all’esposizione Rossella Alessandrucci, associazione La Stellina Arte Contemporanea, Stefano Barchiesi, Mirella Bentivoglio, Rita Boini, Niky D’Attoma, Rocco De Benedictis, Federica Formato, Lucia Gabriele, Maria Cristina Gasperini, Roberta Marchione, Alberto Massarelli, Soroptimist Club L’Aquila, Denis Volk e Jerica Ziherl.