Ascensore rotto, disabile ancora bloccata

20 Marzo 2016

VASTO. Prigioniera anche a Pasqua per colpa della burocrazia. La denuncia penale presentata in Procura da Enza Armando, 49 anni, è stata archiviata perchè non ci sono responsabilità penali. L’avvocato...

VASTO. Prigioniera anche a Pasqua per colpa della burocrazia. La denuncia penale presentata in Procura da Enza Armando, 49 anni, è stata archiviata perchè non ci sono responsabilità penali. L’avvocato Massimiliano Baccalà, a nome della disabile vastese che da quasi 9 anni non può uscire di casa per colpa dell’ascensore rotto, potrebbe proseguire il contenzioso in sede civile. L’amministratore del condominio dove la donna vive sta cercando altre imprese di manutenzione, ma intanto Enza rimane a casa. Nessuna associazione si è fatta avanti per aiutarla. «Non mi resta che chiedere aiuto al Papa», mormora esausta la donna. L’edificio in cui la disabile risiede fu costruito negli anni ’70 dall’Ater. Alcuni residenti hanno deciso di acquistare gli appartamenti, altri appartengono ancora all’ente. Questo ha versato le quote di competenza per il ripristino dell’ascensore che, però, resta fermo. Il legale ha preso a cuore la vicenda: «Non è giusto che la signora, oltretutto sofferente di gravi patologie, non possa uscire». Alla donna è stata riconosciuta il 100% di invalidità. Da nove anni porta avanti una incredibile battaglia per poter vivere come tutti i cittadini, uscire, incontrare gli amici, andare al parco. Per farlo ha bisogno che l’ascensore la porti al piano terra: «Ho bisogno dell’ascensore. Non si può vivere prigionieri nella propria casa». (p.c.)