Ascom: commercio ko, l’assessore si dimetta

20 Ottobre 2023

Il presidente Allegrino: «Si abbassano sempre più serrande, politiche del settore allo zero assoluto»

LANCIANO. «Sempre più serrande abbassate, attività storiche che chiudono: le politiche per sostenere il commercio in città sono da zero assoluto, l’associazione chiede le dimissioni dell’assessore al commercio, Maria Ida Troilo». È Ascom-Abruzzo, associazione commercio, turismo servizi, per mano del presidente regionale, Angelo Allegrino, a chiedere all’assessore Troilo di farsi da parte alla luce delle gravi difficoltà del commercio, «per la mancanza assoluta di idee e di politiche a sostegno del settore» che registra scomparsa di attività, anche storiche, sempre più locali con serrande abbassate e vetrine vuote. I cartelli “Affittasi o “Vendesi” sui locali, infatti, spuntano ora sempre più anche su corso Trento e Trieste, dopo aver invaso corso Roma dove sono rimaste, e resistono, poche attività.
«Non possono bastare quattro eventi all’anno per aiutare il commercio in città, ma servono interventi mirati, studiati, agevolazioni», riprende Allegrino, che denuncia anche «comportamenti discriminatori e antidemocratici» da parte dell’assessore e dell’amministrazione comunale verso la sua associazione. Segnalazione, inviata anche al prefetto di Chieti, Mario Della Cioppa, e al sindaco Filippo Paolini, fatta perché Allegrino sostiene la mancata convocazione dell’associazione alle riunioni organizzate dal Comune per discutere le varie problematiche del settore commercio, turismo e artigianato, «probabilmente a causa della nostra posizione critica ma costruttiva nei confronti dell’assessore. Lei vuole solo chi approva il tutto ad un suo cenno», continua il presidente Ascom, «per questo notiamo inviti ad associazioni importanti ma anche ad altre che esistono solo sulla carta. In tal modo questo assessorato sta violando la legge regionale del 31 luglio 2018 che recita: “Vanno invitate le associazioni maggiormente rappresentative a livello nazionale, regionale e locale”. Alla luce di questo comportamento chiediamo alle autorità di voler riattivare la democrazia fra istituzioni e rappresentanti di categoria, nel rispetto delle regole e delle funzioni di ognuno. Inoltre ci riserviamo di tutelare l’Ascom Abruzzo in sede civile e penale per danno d’immagine e credibilità, qualora ci fossero gli elementi per farlo». (t.d.r.)
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