«Asili nido a rischio Chieti solidale sarà fatta fuori»

6 Giugno 2014

Febo e Marzoli: «Il Comune vuole smantellare l’azienda Gestisce i servizi sociali ma è creditrice di oltre 2 milioni»

CHIETI. Servizi sociali a rischio, lavoratori precari degli asili nido pronti a trascorrere un’altra estate a casa con l’azienda che deve ancora avere 2 milioni e mezzo di euro dal Comune. Il Pd lancia l’allarme rosso su Chieti solidale, l’azienda speciale multiservizi che cura, per conto dell’ente, i servizi sociali che rientrano nel Piano di zona regionale e la gestione degli asili nido comunali. «Abbiamo timori fondati che il Comune sia pronto a smantellare», avverte Luigi Febo, «l’ufficio servizi sociali. Chieti solidale, poi, continua ad essere utilizzata come un bancomat».

Un’accusa avvalorata dal fatto che Chieti solidale vanta crediti dal Comune pari a circa 2,5 milioni di euro. «Siamo alle solite. Prima il problema era la cadenza con cui venivano fatturati i servizi svolti dall’azienda. Peccato che i cambiamenti richiesti dal Comune», denuncia Alessandro Marzoli, «non abbiano risolto il problema. Anzi, Chieti solidale deve avere una montagna di soldi dall’ente». Una situazione caotica che non fa dormire sonni tranquilli alla città ed ai lavoratori precari dell’azienda. In particolare a coloro che prestano servizio negli asili nido comunali. «Un’attività», lamenta Febo, «che non rientra nel Piano di zona ma che gli uffici del Comune hanno affidato a Chieti solidale senza alcun passaggio in consiglio. A giorni il servizio asili nido scadrà e queste persone passeranno un’altra estate di ferie forzate. Se i lavoratori servono, vanno strutturati subito».

Al pari delle assistenti specialistiche scolastiche che seguono i bambini autistici. «Si stanno tagliando i rapporti di lavoro a tempo determinato e si sta proponendo», attacca Febo, «di fondare una cooperativa che, sempre per tramite di Chieti solidale, potrebbe gestire i servizi in questione. É assurdo e il Comune tace».

Le preoccupazioni del Partito democratico saranno trasformate in un ordine del giorno. Intanto Filippo Di Giovanni, segretario cittadino del Pd, è lapidario. «Siamo di fronte all’ennesima prova approssimativa dell’amministrazione in carica. Chieti solidale era stata pensata dall’ex giunta Ricci», ricorda Di Giovanni, «per non frammentare i servizi sociali. Adesso assistiamo ad un abbandono generale dell’azienda».

Jari Orsini

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