Asilo nido senza un destino Castaldi attacca la giunta

VASTO. «Predicano bene e razzolano male». É caustico il commento del senatore pentastellato Gianluca Castaldi a margine del consiglio comunale che ha respinto la mozione presentata da sei...
VASTO. «Predicano bene e razzolano male». É caustico il commento del senatore pentastellato Gianluca Castaldi a margine del consiglio comunale che ha respinto la mozione presentata da sei esponenti della minoranza sull’ex asilo Carlo Della Penna, un documento, concordato con il neonato Comitato cittadino, che impegnava il sindaco Luciano Lapenna e la giunta a salvaguardare l’assetto edilizio dell’edificio donato al Comune dal mecenate Carlo Della Penna con finalità educative. «Il commento del consigliere D’Alessandro (primo firmatario della mozione ndc), ha espresso esattamente il mio sentimento», osserva Castaldi, «sono ormai 20 mesi che portiamo le istanze utili in Parlamento e l’ipocrisia dei partiti, oltre a dire sempre no, si eleva alla massima potenza producendo documenti “fuffa” utili solo a lavarsi le mani e la faccia davanti alla popolazione. Insomma predicano bene e razzolano male. Tutti i partiti…Pd in pole position». Reazioni negative anche in città. Per Ivo Menna, animatore della lista civica La Nuova Terra, la vicenda ex asilo Carlo Della Penna, «dimostra quanta sia poco ascoltata la voce dei tanti cittadini che da diversi anni hanno fatto rilevare lo stato di degrado, incuria, scarsa attenzione alla cultura e alla memoria del Paese. Di quanta indifferenza le istituzioni e i consiglieri comunali hanno mostrato nel passato e ora mostrano verso il patrimonio pubblico, di una struttura donata ai bimbi della città da un benefattore come Carlo Della Penna. Quello che sbalordisce del dibattito in consiglio comunale», aggiunge Menna, «è la deriva scivolosa che avanza circa il destino futuro di questa opera di beneficenza. Dietro le discussioni fumose circa il destino dell'asilo si cela in effetti, secondo la mia idea, una scelta che andrà non nella direzione di ricorrere ad un mutuo per fini sociali e culturali, ma si sta facendo strada una parola che nasconde gli interessi di qualche privato: “partenariato”». (a.b.)
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