Asl, Flacco taglia i farmaci per 11 milioni

20 Maggio 2016

La circolare ai sei ospedali della provincia: l’azienda spende troppo in medicine. La replica di Cerulli: poveri pazienti

CHIETI. La scure del manager della Asl si abbatte sulla spesa farmaceutica. La parola d’ordine è ridurre il disavanzo gestionale. Tre paginette, di una circolare dai contenuti perentori, bastano al dg, Pasquale Flacco, al direttore sanitario, Vincenzo Orsatti e a quello amministrativo, Sabrina Di Pietro, per tagliare 11 milioni e 400 mila euro l’anno di spese per medicine distribuite, ai reparti e all’esterno, dalle farmacie degli ospedali di Chieti, Ortona, Lanciano, Vasto, Atessa e Casoli. Ma non finisce.

La stessa circolare, emanata il 5 maggio, riduce di 10 milioni anche le spese per i dispositivi medici, vale a dire siringhe, garze ecc ecc. Dalle farmacie ospedaliere per ora non si pronunciato ma la manovra economica di spending review, certamente imposta dall’alto al manager, è vista come un salto nel vuoto perché, dietro l’angolo, si nasconde uno spettro, quello del malato fai-da-te costretto a portarsi da casa farmaci, garze e siringhe. Ma in una provincia dove la Asl spende ogni anno 76 milioni di euro in medicine e 67 in dispositivi, i tagli sono inevitabili. Così dice un’addetta ai lavori che chiede l’anonimato per non subire reprimende. Un dato fa capire dove si annida il problema: l’Abruzzo detiene il record italiano per le prescrizioni dei Nao (nuovi anticoagulanti orali) che costano oltre cento euro l’uno, contro i pochi euro del vecchio e caro Cumadin. C’è anche un altro record da citare: siamo all’ultimo posto di chi prescrive farmaci generici molto meno costosi di quelli di marca.

La circolare-Flacco, quindi, ha un duplice obiettivo: mette in mora le farmacie ospedaliere avvisandole che «l’impianto della manovra sarà costantemente e sistematicamente monitorato», e avverte i “prescrittori seriali” ovvero i medici di base che, per captatio benevolentiae, eccedono con le ricette. Guai a chi sgarra. «Ma poveri pazienti!», esclamano Mauro Massi del Tribunale del malato e Aldo Cerulli di Cittadinanza attiva, «non è certo lodevole dire», commentano, «che sul risparmio dei farmaci da erogare a pazienti e ricoverati si fondano i budget delle unità operative ed il conseguente raggiungimento degli obiettivi. Già le farmacie degli ospedali sono penalizzate e prive dei farmaci essenziali che costringono i pazienti ad approvvigionarsi all’esterno. Arriveremo all’eccesso che modificheranno la carta regionale dei servizi inserendo la dicitura “ in caso di ricovero portarsi al seguito i farmaci in uso”».

Il rischio c’è ma lo scopriremo in autunno quando il nuovo tetto del budget sarà superato. E’ inevitabile che accada.